
Cirielli all’ONU: Africa, ripresa di Gaza e riforma del Consiglio di Sicurezza
Il viceministro collega Piano Mattei, cooperazione del G7, sostegno alla popolazione di Gaza e riforma delle istituzioni multilaterali.
Leggi l’analisi →Israele, Palestina, Iran, Golfo, Mar Rosso e trasformazioni regionali.
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Il viceministro collega Piano Mattei, cooperazione del G7, sostegno alla popolazione di Gaza e riforma delle istituzioni multilaterali.
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Macron promette soldati, radar e sistemi di difesa per il terminale saudita di Yanbu dopo nuovi attacchi Houthi. L’Europa protegge una delle principali alternative a Hormuz.
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Decine di delegati lasciano l’aula mentre il premier israeliano difende le campagne militari e respinge le accuse di genocidio. Nessun segnale di svolta su Gaza.
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UNCTAD stima in 71,5 miliardi di dollari il fabbisogno per ripresa e ricostruzione. Il 92% delle attività economiche risulta danneggiato o distrutto.
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Nel suo saggio per Geopolitical Futures, George Friedman collega la guerra in Iran, il bisogno cinese di esportare e il nodo di Taiwan. La nostra lettura della sua tesi e dei suoi limiti.
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Un programma di sei mesi punta a riavviare infrastrutture e servizi. Fondi, accesso e attuazione restano da verificare.
Leggi l’analisi →Ra'am e Lista Comune escluse dal comitato in vista del voto del 27 ottobre: resta aperta la via del ricorso alla Corte suprema.
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Ucraina, Gaza, Hormuz, Africa e intelligenza artificiale nel discorso italiano all’Assemblea generale. Roma lega sicurezza, diplomazia e riforma del multilateralismo.
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Maria Tripodi co-presiede a New York una riunione sull’attuazione dell’Agenda ONU. Nel programma italiano entrano anche Gaza, oceani, America Latina e tecnologia.
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I ministri degli Esteri condannano gli attacchi Houthi e collegano la sicurezza marittima ai flussi di energia, fertilizzanti e cibo.
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Teheran valuta la risposta americana, ma non esiste un’intesa. Il Brent sale a 105,40 dollari e il rischio energetico resta molto alto per l’Europa.
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Contatti mediati a margine dell'Assemblea generale dell'ONU riaprono un canale, senza cancellare le profonde distanze su nucleare e sanzioni.
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Londra invierà un Voyager per missioni difensive contro droni e missili Houthi. Il sostegno sarà limitato nel tempo e non comprenderà raid nello Yemen.
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Le sanzioni americane provocano cancellazioni, ma alcuni voli internazionali iraniani continuano: la situazione varia per vettore e aeroporto.
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Teheran sostiene che Washington prepari nuove operazioni. La minaccia coinvolge anche i Paesi regionali che dovessero offrire sostegno.
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Il movimento filo-iraniano promette di continuare gli attacchi contro l’Arabia Saudita, ma afferma di non voler colpire le navi statunitensi.
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John Ratcliffe ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Sul tavolo rapporti bilaterali, Iran, Gaza, Sudan e sicurezza regionale.
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Teheran accusa l’istituto di attività illegali e di favorire l’espatrio delle élite. La Francia convoca l’ambasciatore iraniano e promette contromisure.
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Detestare una teocrazia non implica voler costruire uno Stato identico a quelli occidentali. Fabbri mette in discussione una premessa che può deformare l’analisi dell’Iran.
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Il ministro degli Esteri ribadisce il carattere difensivo della missione europea contro gli attacchi houthi e annuncia che Roma ne sosterrà il rinnovo e il rafforzamento.
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L’Iran recupera un drone subacqueo americano Dive-LD. Pentagono e Anduril confermano la perdita, mentre cresce il rischio di sfruttamento tecnico.
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Il Dipartimento di Stato autorizza il possibile trasferimento di 48 caccia. Il Congresso dovrà valutare l’accordo e il suo impatto sull’equilibrio militare regionale.
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Mosca e Pechino pongono il veto alla proroga del gruppo di esperti. Le misure restano in vigore, ma perdono uno strumento indipendente di controllo.
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Macron, Joseph Aoun e re Abdallah II discutono il rafforzamento dell’esercito libanese e il dispositivo di sicurezza che dovrà seguire la missione ONU.
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L’indagine riguarda gli attacchi contro una scuola a Minab e un complesso sportivo a Lamerd. Il rapporto accusa anche Teheran di crimini contro l’umanità nella repressione delle proteste.
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Lo sbarco russo rafforza una rete già esistente. Il nodo vero è capire come cambiano gli equilibri con le forniture turche all’est libico e dove finiranno i mezzi.
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La Camera approva il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act. Il testo colpisce banche, funzionari e flotta ombra e introduce dazi secondari contro i maggiori acquirenti di petrolio e gas russi.
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Rabat e Tel Aviv rafforzano le relazioni nate con gli Accordi di Abramo. Previsti ambasciatori, voli e intese economiche.
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Volker Türk chiede di identificare le vittime, proteggere le prove e consentire il lavoro di investigatori internazionali in tutta la Striscia.
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Tredici civili sono rimasti feriti negli attacchi contro Khamis Mushait, Abha e Taif. La coalizione annuncia una risposta ferma.
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Il traffico attraverso lo stretto resta drasticamente inferiore alla media. Petrolio, gas e trasporti europei entrano in una fase di crescente vulnerabilità.
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Riad afferma di avere distrutto un velivolo diretto verso lo spazio aereo della città santa. La guerra yemenita torna a minacciare il territorio saudita e le rotte energetiche.
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Muscat ha rinviato l’incontro tra Iran, monarchie del Golfo e Iraq dedicato alla navigazione a Hormuz. La ricerca di un consenso regionale resta difficile.
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Il presidente americano minimizza una ricostruzione secondo cui entità cinesi avrebbero fornito a Teheran immagini di una base statunitense in Giordania. Non è provato un coinvolgimento diretto di Pechino.
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L’interruzione dell’oleodotto Est–Ovest mette sotto pressione una delle principali vie alternative allo Stretto di Hormuz.
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L’avanzata Houthi lungo il litorale yemenita aumenta la pressione sullo stretto che collega l’Oceano Indiano al Mar Rosso.
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Due crisi convergono sulle rotte energetiche: un attacco colpisce l’oleodotto saudita e gli Houthi occupano l’isola di Perim, all’imbocco del Mar Rosso.
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L’incontro previsto nella capitale italiana la prossima settimana slitta per ragioni di calendario. I due ambasciatori si vedranno intanto a Washington.
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Putin incontra Modi alla vigilia del vertice degli undici Paesi. Ucraina, guerra in Medio Oriente e rivalità interne misurano la capacità politica del gruppo allargato.
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Francoforte aumenta di un quarto di punto il tasso sui depositi. Petrolio e gas spingono l’inflazione oltre il 3%, mentre la crescita resta debole e l’incertezza elevata.
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Fonti militari e testimoni riferiscono la conquista della città portuale yemenita. La sua posizione accresce i rischi per la navigazione e per i traffici diretti verso Suez.
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L’esercito israeliano afferma di avere demolito oltre due chilometri di tunnel sulla cresta di Ali al-Taher. Le informazioni non risultano verificate in modo indipendente.
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La conquista di Mocha e l'avanzata verso le isole Hanish aumentano la capacità Houthi di minacciare uno dei passaggi marittimi più importanti per l'Europa e l'Italia.
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La risoluzione passa con 23 voti favorevoli, tre contrari e otto astensioni: è il primo deferimento di Teheran al Consiglio di Sicurezza in vent'anni.
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Settantatré feriti e incendi in siti energetici nel sud-ovest del Regno segnano una nuova, pericolosa estensione della guerra regionale.
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La guerra entra in una nuova fase navale ed energetica, con attacchi alle petroliere e missili contro una base utilizzata dalle forze americane.
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Una prima serie di attacchi ha provocato almeno sette morti secondo Beirut; nuovi raid del 7 settembre hanno ulteriormente aggravato il bilancio. Israele afferma di avere risposto al lancio di droni di Hezbollah contro i propri soldati.
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Teheran non è riuscita a chiudere completamente lo Stretto, mentre i mercati e i Paesi del Golfo sviluppano rotte alternative. Il blocco navale statunitense colpisce duramente l'economia iraniana, ma la resilienza del regime rende ancora incerto l'esito della pressione.
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Leon Panetta descrive Stati Uniti e Iran come intrappolati in uno stallo pericoloso e prevede altri sei mesi di conflitto senza una soluzione. L'ex capo del Pentagono teme una nuova guerra lunga, aggravata dalla confusione nella catena di comando americana.
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Le forze del governo riconosciuto internazionalmente affermano di avere ripreso il distretto strategico di Hais, tra Hodeidah, Taiz e Ibb. L'escalation ha provocato oltre 60 morti in un giorno e costretto quasi 1.800 famiglie alla fuga.
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Teheran afferma di avere colpito un'unità militare americana senza equipaggio. Il giorno prima Washington aveva attaccato tre petroliere iraniane: dopo settimane di relativa calma, lo Stretto torna al centro dell'escalation.
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Il gruppo dei produttori dovrebbe lasciare invariata la politica per ottobre. Con Hormuz sotto pressione e le esportazioni iraniane disturbate, le decisioni sui barili contano meno dei rischi geopolitici.
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Gli attacchi nel sud del Paese provocano morti e decine di feriti. Israele li presenta come risposta a un drone di Hezbollah, mostrando quanto il cessate il fuoco resti esposto a nuove escalation.
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Diciannove membri denunciano uno squilibrio alimentato dall'offerta cinese a basso costo. Pechino parla di protezionismo e collega lo scontro commerciale alle nuove sanzioni statunitensi sull'Iran.
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Il ministro della Sicurezza nazionale indica 250 mila partenze nel primo anno e il resto della popolazione entro sei anni. La definizione di emigrazione volontaria si scontra con il rischio di coercizione e con i divieti internazionali.
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Il presidente cinese incontra Abdel Fattah al-Sisi e presenta Pechino come partner economico e politico alternativo. Investimenti, cooperazione militare e controllo del Canale di Suez danno al Cairo un valore strategico crescente.
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Teheran dichiara di essere pronta a rispettare nuovamente il memorandum di giugno se Washington farà lo stesso. Al centro restano il cessate il fuoco, lo Stretto di Hormuz e sessanta giorni di negoziati.
Leggi l’analisi →Il segretario al Tesoro statunitense descrive un’economia iraniana vicina al punto di rottura. Washington prepara nuove misure contro finanza, trasporti, tecnologia, oro e commercio marittimo.
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Washington invita gli americani nella regione alla massima vigilanza. Un’escalation improvvisa potrebbe provocare cancellazioni, chiusure dello spazio aereo e interruzioni dei collegamenti.
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L’accordo da circa tre miliardi integra David’s Sling, BARAK MX e SPYDER. È il maggiore contratto militare mai firmato tra Atene e Gerusalemme.
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Madrid non attribuisce a Rabat l’attraversamento di massa. Il governo indica campagne digitali legate a Russia, Israele ed estrema destra, accuse respinte dagli interessati.
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Pezeshkian propone reciprocità sul memorandum di giugno. Gli incidenti nello Stretto di Hormuz e il Brent sopra i 90 dollari mostrano quanto sia fragile la tregua.
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I vertici di Marina, Europa, Pacifico e Comando Sud avrebbero formalizzato obiezioni ai dispiegamenti prolungati. Hegseth procede comunque.
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Il vertice riunisce i leader di un blocco che rappresenta circa il 40% della popolazione mondiale. Energia, Iran e autonomia dall’Occidente dominano l’agenda.
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Washington afferma di aver distrutto due lanciatori dei Pasdaran pronti a impiegare razzi con mine navali. Il raid interrompe settimane di relativa pausa militare.
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Il bombardamento della base di Abu al-Duhur rivela una competizione sempre più diretta per il futuro della Siria. Israele vuole impedire che la presenza turca si trasformi in un vincolo strategico permanente.
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Il premier qatariota discute de-escalation e libertà di navigazione con le autorità iraniane. Un nuovo incidente al largo dell’Oman mostra quanto resti fragile la sicurezza marittima.
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Teheran porta lo scontro economico alle Nazioni Unite mentre un nuovo incidente marittimo accresce l’insicurezza nello Stretto. Qatar, Pakistan e Oman cercano uno spazio per la de-escalation.
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Il presidente respinge pressioni esterne sulla politica di Ankara mentre il raid israeliano ad Abu al-Duhur rende più visibile la competizione tra Turchia e Israele in Siria.
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Teheran rivendica riserve fuori dalla portata statunitense, ma il crollo della valuta, l’inflazione alimentare e le difficoltà energetiche mostrano il costo interno delle sanzioni.
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Il messaggio manoscritto di Mohamed bin Zayed viene descritto ufficialmente come comunicazione bilaterale, ma alcune letture diplomatiche lo interpretano come un segnale rivolto oltre Mohammed bin Salman.
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La Cina promette di difendere commercio e sicurezza energetica mentre Washington amplia la pressione su banche, imprese e Paesi che continuano a operare con Teheran.
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La nuova missione del feldmaresciallo Asim Munir prova a rimettere in moto una mediazione bloccata, mentre pressione economica americana e diffidenza iraniana restringono lo spazio del compromesso.
Leggi l’analisi →L’annullamento dell’esercitazione anfibia Ssang Yong rivela il costo strategico della simultaneità: più Washington concentra risorse sul Medio Oriente, più diventa difficile sostenere la stessa presenza nell’Indo-Pacifico.
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Israele minaccia una risposta militare più dura ai lanci dalla Striscia. Gli aquiloni ritrovati non trasportavano materiali pericolosi, ma il precedente dei dispositivi incendiari trasforma un episodio ambiguo in una questione di sicurezza.
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L’incontro mediato dagli Stati Uniti in Giordania tenta di fermare l’escalation seguita al bombardamento israeliano di una base siriana vicina al confine turco.
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Le autorità mediatiche libanesi riferiscono di munizioni al fosforo impiegate durante una notte di raid, artiglieria e demolizioni. L’accusa richiede verifica indipendente.
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La sospensione dei carichi nel porto saudita di Yanbu e le interruzioni in Libia spingono il Brent oltre 109 dollari. Le rotte alternative del Golfo sono sotto pressione.
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Zelenskyy si dice pronto a fermare gli attacchi in territorio russo se gli alleati garantiranno un impegno reale di Mosca contro i bombardamenti alle infrastrutture ucraine.
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Grossi denuncia oltre un anno senza continuità informativa sulle scorte arricchite al 60%. Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania preparano una risoluzione per il Consiglio di Sicurezza.
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La smentita siriana non chiude il confronto tra Turchia e Israele sull’assetto militare della Siria e sulle rispettive zone d’influenza.
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Il cambio di portaerei tutela la presenza americana nella regione, ma mette in luce il costo umano e logistico delle missioni prolungate.
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Il progetto edilizio nell’area E1 riapre una frattura diplomatica tra Israele e alcuni dei suoi principali partner occidentali.
Leggi l’analisi →Turchia, Egitto e Qatar avvertono che i nuovi attacchi possono compromettere il fragile percorso negoziale.
Leggi l’analisi →L’abbordaggio riporta l’attenzione sulla sicurezza delle rotte tra Mar Rosso, Golfo di Aden e Oceano Indiano.
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