L’annuncio di Londra
Il Regno Unito ha annunciato il 20 ottobre un rafforzamento del sostegno militare all’Arabia Saudita dopo l’aumento degli attacchi Houthi. I caccia Typhoon della Royal Air Force svolgeranno missioni di difesa aerea a protezione delle città e delle infrastrutture. Il ministero della Difesa precisa che questi velivoli non condurranno attacchi offensivi contro il movimento yemenita.
Trasporti e consiglieri
Il pacchetto comprende un A400M per il trasporto di materiali militari all’interno dell’Arabia Saudita e consiglieri britannici a sostegno degli ufficiali sauditi. Si aggiunge ai mezzi di difesa aerea già inviati contro missili e droni. Il comunicato non specifica quanti Typhoon saranno impiegati: un numero preciso non può essere ricavato dalle sole immagini dei velivoli o dalle dimensioni di precedenti missioni.
Due forme di sostegno diverse
Va distinto il mandato dei caccia dal sostegno britannico complessivo. Londra annuncia anche il prolungamento del rifornimento in volo per le operazioni saudite, incluse quelle dirette contro capacità militari Houthi in Yemen. L’esclusione degli attacchi offensivi riguarda quindi i Typhoon annunciati, non ogni forma di supporto resa disponibile dal Regno Unito.
La posizione del governo
Il segretario alla Difesa Wes Streeting collega la decisione alla protezione dello spazio aereo saudita e condanna gli attacchi contro bersagli civili, compreso l’aeroporto di Riyadh. Si tratta della motivazione dichiarata dal governo britannico. Per valutarne gli effetti occorrerà seguire l’effettivo schieramento e la risposta degli attori regionali.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia il dossier riguarda sicurezza del Golfo, approvvigionamenti energetici e tenuta dei collegamenti commerciali. Una difesa aerea più robusta può limitare il rischio per le infrastrutture, ma non garantisce da sola la cessazione degli attacchi o la normalizzazione delle rotte. L’annuncio non documenta una nuova partecipazione italiana alla missione britannica.



