Il vertice del 15 ottobre

Baku ha ospitato il 15 ottobre il settimo vertice della Conferenza sull’interazione e le misure di rafforzamento della fiducia in Asia, CICA. Il dato politico è la presenza, nello stesso appuntamento, di governi divisi dalle guerre mediorientali e dalla competizione internazionale. Per l’Azerbaigian di Ilham Aliyev, riunire interlocutori così distanti rafforza il ruolo di punto di contatto tra Europa, Medio Oriente e Asia centrale.

La frattura durante il discorso israeliano

Il confronto non ha cancellato le contrapposizioni. Secondo Euronews, delegazioni tra cui quelle iraniana e turca hanno lasciato la sala durante l’intervento del presidente israeliano Isaac Herzog. Altre rappresentanze del Golfo sono rimaste. La compresenza al vertice va quindi letta come disponibilità a condividere un’arena diplomatica, senza scambiarla per una normalizzazione dei rapporti o un accordo sulla crisi regionale.

Il collegamento sotto il Caspio

Alla diplomazia si è affiancata un’infrastruttura. La presidenza azera riferisce che Aliyev e il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev hanno inaugurato in collegamento video il cavo in fibra ottica transcaspico tra Sumgayit e Aktau, nell’ambito del progetto Digital Silk Way. Il tracciato indicato è di circa 380 chilometri e la capacità progettuale supera 400 terabit al secondo: è un parametro dell’infrastruttura, non una misura del traffico già scambiato. L’obiettivo dichiarato è collegare le reti dell’Asia centrale e della Cina a quelle europee attraverso il Caucaso. Una nuova tratta può offrire un percorso aggiuntivo ai dati, ma il suo impatto dipenderà anche dalle connessioni a monte e a valle, dagli operatori e dall’effettivo utilizzo commerciale.

Perché conta per l’Italia

Per l’Italia, il Caucaso è rilevante sia nelle relazioni energetiche sia nei collegamenti tra mercati europei e asiatici. Il cavo aggiunge una dimensione digitale a questa geografia. Non emerge dalle fonti citate un contratto italiano legato all’inaugurazione: il possibile interesse riguarda diversificazione dei percorsi, continuità dei servizi e accesso alle reti. La lettura geopolitica è che Baku cerca di trasformare posizione geografica e capacità di dialogo in servizi utilizzabili da partner diversi. Il successo di questa strategia si misurerà negli accordi e nei flussi successivi, oltre la fotografia del vertice.

Condividi