La ricostruzione di Reuters
Hezbollah ha impiegato gli ultimi tre mesi per ricostruire parte delle proprie capacità militari in previsione di una possibile nuova guerra con Israele, secondo due fonti della sicurezza libanese informate sulle attività del movimento e citate da Reuters il 26 ottobre. Le priorità indicate sono l'acquisto di esplosivi, la produzione di droni d'attacco, il ripristino delle scorte e la ricostruzione delle strutture di comando e controllo danneggiate nei conflitti dal 2024.
I fondi attribuiti all'Iran
Le fonti parlano di decine di milioni di dollari arrivati dall'Iran per fini militari, oltre a circa 200 milioni destinati alle famiglie sfollate. Non esiste un rendiconto pubblico che consenta di verificare in modo indipendente importi, destinazioni e calendario dei trasferimenti. Teheran non ha risposto alle richieste di commento di Reuters; Israele ha rifiutato di commentare. Per questo le informazioni vanno presentate come ricostruzione giornalistica basata su fonti, non come dati accertati da un organismo indipendente.
I sequestri in Libano
Il quadro è coerente con alcuni sequestri annunciati dall'esercito libanese in ottobre, ma anche qui è necessario distinguere. Le autorità hanno comunicato il ritrovamento di centinaia di chilogrammi di materiale esplosivo; non tutti i carichi sono stati attribuiti ufficialmente a Hezbollah. Il deputato del movimento Hassan Fadlallah ha però riconosciuto che uno dei carichi sequestrati apparteneva al gruppo e ha sostenuto che fosse destinato alla difesa contro Israele.
Le posizioni delle parti
Hezbollah respinge l'idea che la propria catena di comando sia stata smantellata e afferma che la presenza israeliana nel sud del Libano renda legittima la resistenza armata. Gli Stati Uniti, al contrario, hanno annunciato che continueranno a colpire con sanzioni e strumenti finanziari le reti di finanziamento del gruppo. Queste posizioni mostrano che la tregua ha ridotto l'intensità dei combattimenti, ma non ha risolto il nodo delle armi né il confronto Iran-Israele sul territorio libanese.
Il rischio di una nuova escalation
Il rischio strategico è che un riarmo parziale abbassi la soglia per una nuova escalation o induca Israele a intensificare le operazioni preventive. Hezbollah resta indebolito rispetto agli anni precedenti, secondo le stesse fonti, ma capacità meno sofisticate come droni ed esplosivi possono comunque sostenere attacchi, sabotaggi e pressione sul confine. Il problema non è soltanto la quantità di armi: conta la capacità di collegare intelligence, comando e unità operative.
Il rilievo per l'Italia
Per l'Italia la questione riguarda direttamente la sicurezza del contingente nazionale nella missione UNIFIL e la stabilità del Mediterraneo orientale. Da monitorare sono le indagini dell'esercito libanese sui sequestri, eventuali prove indipendenti dei flussi finanziari, l'attività israeliana a sud del Litani e le decisioni del governo di Beirut sul monopolio statale delle armi.



