Il fronte occidentale dello Yemen torna a muoversi con un'intensità che il Paese non vedeva da anni. Le forze del governo riconosciuto internazionalmente hanno annunciato la riconquista del distretto di Hais, a sud di Hodeidah, mentre continuano gli scontri con gli Houthi in più aree.

Hais ha un valore operativo superiore alle sue dimensioni perché collega le province di Hodeidah, Taiz e Ibb. Il suo controllo incide sulle linee di rifornimento e sulla capacità delle due parti di spostare uomini e mezzi lungo il corridoio occidentale verso il Mar Rosso.

A Taiz il bilancio della nuova escalation supera i sessanta morti in una sola giornata, includendo combattenti e civili. Le fonti locali riportano inoltre bombardamenti, impiego di droni e contrattacchi nelle zone di al-Jarahi e lungo i fronti costieri.

L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari stima che circa 1.790 famiglie siano state sfollate in due giorni. I bombardamenti ostacolano la fuga, le comunicazioni sono interrotte in alcune aree e le scorte di emergenza risultano fortemente ridotte.

La dimensione internazionale è legata a Bab al-Mandeb, passaggio fondamentale tra Mar Rosso, Canale di Suez e Oceano Indiano. Un'avanzata Houthi verso le aree che dominano lo Stretto aumenterebbe la pressione sulle rotte commerciali e sulle esportazioni energetiche regionali.

La riconquista di Hais non chiude quindi il fronte, ma apre una nuova fase. Se gli scontri continueranno a espandersi, lo Yemen rischia di tornare alla guerra su larga scala proprio mentre le tensioni nel Golfo rendono ancora più strategico il controllo delle rotte marittime.

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