La partita di Nations League tra Irlanda e Israele, giocata il 4 ottobre in Serbia e finita 1-1, ha avuto un seguito anche fuori dal campo. Due giornalisti israeliani non sono stati ammessi alla conferenza stampa irlandese dopo l'incontro. La misura è stata attribuita alla UEFA e segue la brusca interruzione dell'incontro con la stampa del giorno precedente.
In quella occasione i reporter avevano posto domande su un altro fatto di cronaca e sollevato un'accusa di insulti razzisti contro giocatori irlandesi. Un responsabile della comunicazione della federazione irlandese ha respinto l'accusa, definendola falsa. La contestazione non va ripetuta come fatto accertato.
Il commissario tecnico Heimir Hallgrímsson ha poi chiesto che in futuro le due nazionali non vengano inserite nello stesso girone, decisione che spetta alla UEFA. Il caso mostra quanto il conflitto in Medio Oriente stia incidendo anche sulla gestione degli eventi sportivi, compresi accesso della stampa, sicurezza e relazioni tra federazioni.



