Secondo la National News Agency libanese, le forze israeliane avrebbero usato proiettili al fosforo durante attacchi contro diverse aree del Libano meridionale. La stessa ricostruzione riferisce raid aerei, fuoco di artiglieria e gravi danni in località tra cui Bayt al-Sayyad.
La formulazione resta importante: al momento si tratta di informazioni attribuite ai media statali libanesi. In un contesto operativo ancora attivo, tipo di munizionamento, luogo d’impiego e presenza di civili devono essere accertati attraverso immagini, residui e verifiche indipendenti.
Il fosforo bianco non è vietato in ogni circostanza: può essere impiegato per illuminazione o cortine fumogene. Il suo uso come arma incendiaria in prossimità di concentrazioni civili è però fortemente limitato dal diritto internazionale umanitario e può provocare ustioni gravissime.
Il caso amplia la posta in gioco oltre il singolo episodio. La continuità degli attacchi nel Sud del Libano mette sotto pressione gli accordi di de-escalation e rende sempre più urgente un meccanismo credibile di monitoraggio e attribuzione.
