Il pacchetto firmato
Cina e Oman hanno firmato a Pechino un accordo di scambio valutario tra le rispettive banche centrali, quattordici memorandum d’intesa e un protocollo commerciale. Il sultano Haitham bin Tarik e il presidente Xi Jinping hanno assistito alla cerimonia del 2 novembre nella Grande Sala del Popolo. Il ministero degli Esteri omanita ha pubblicato l’elenco degli ambiti, fornendo il principale riscontro primario sul contenuto del pacchetto.
Tecnologia e filiere
Le intese coprono investimenti verdi, scienza e innovazione, dati ed economia digitale, intelligenza artificiale, usi pacifici dello spazio, navigazione satellitare BeiDou, valute digitali delle banche centrali e cooperazione nelle catene industriali e di approvvigionamento. Un protocollo separato disciplina i requisiti sanitari per l’esportazione in Cina di datteri essiccati. Memorandum e protocolli definiscono però una cornice: non equivalgono automaticamente a investimenti già finanziati o progetti completati.
Il ruolo dei porti omaniti
Il ministro omanita del Commercio ha indicato la volontà di attrarre investimenti industriali cinesi nelle zone economiche e nei porti del sultanato, collegando le imprese locali alle reti produttive globali. Secondo i dati ufficiali omaniti, nel 2025 gli scambi bilaterali hanno raggiunto circa 9,6 miliardi di rial omaniti e la Cina ha rappresentato il 23,8% del commercio del Paese. Sono cifre fornite da Muscat, utili a misurare il peso già esistente della relazione.
La lettura strategica
Xi ha definito l’approfondimento dei rapporti una scelta strategica condivisa e ha sostenuto che il Medio Oriente non dovrebbe diventare un campo di confronto fra grandi potenze. La dichiarazione segnala l’ambizione diplomatica cinese, ma non prova un riallineamento esclusivo dell’Oman. Muscat mantiene tradizionalmente relazioni con interlocutori diversi e può usare la cooperazione con Pechino per diversificare finanza, tecnologia e sbocchi commerciali.
Cosa monitorare
Per l’Italia non emerge un accordo diretto. Il rilievo riguarda la competizione per porti, logistica, tecnologie digitali e rotte che collegano Golfo, Oceano Indiano e Mediterraneo. Da monitorare sono l’ammontare e la durata dello swap valutario, i progetti effettivamente finanziati, l’uso di BeiDou e delle valute digitali e l’eventuale ingresso di imprese cinesi nei nodi portuali omaniti.



