Le autorità iraniane hanno chiuso e sigillato un centro di lingua francese collegato all’ambasciata di Francia a Teheran. La magistratura iraniana sostiene che l’istituto operasse senza le necessarie autorizzazioni e svolgesse attività considerate dannose per la sicurezza nazionale.

Tra le accuse figura anche quella di avere facilitato la partenza dal Paese di professionisti e membri delle élite iraniane. Parigi respinge la ricostruzione, definisce la chiusura ingiustificabile e ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore iraniano.

Il caso aggiunge un nuovo fronte alle tensioni tra Francia e Iran, già appesantite dal dossier nucleare, dalla guerra regionale e dalle precedenti detenzioni di cittadini francesi. La pressione sugli istituti culturali mostra come lo scontro diplomatico si estenda anche agli strumenti di influenza e cooperazione civile.

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