Quattro comandanti a quattro stelle avrebbero espresso formalmente il proprio dissenso contro l’estensione delle operazioni statunitensi legate alla guerra con l’Iran. Le valutazioni riguardano la sostenibilità di oltre cinquantamila militari schierati in Medio Oriente.

Secondo il Washington Post, le obiezioni provengono dall’ammiraglio Daryl Caudle, dal generale Alexus Grynkewich, dal generale Francis Donovan e dall’ammiraglio Samuel Paparo. La Marina avrebbe segnalato l’impossibilità di mantenere a tempo indefinito l’attuale livello di impiego.

Il portavoce Sean Parnell ha sostenuto che il segretario Pete Hegseth riceve regolarmente valutazioni contrarie e prende comunque la decisione finale. Ha inoltre condannato la diffusione di materiale classificato, senza negare l’esistenza delle obiezioni.

Il punto strategico è la prontezza globale: navi, intercettori, manutenzione e personale destinati al Medio Oriente non sono disponibili contemporaneamente per Europa, Indo-Pacifico e difesa del territorio americano. Il dissenso mostra che il costo della guerra viene misurato anche in capacità future sacrificate.

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