Il fatto

Il 9 ottobre Antonio Tajani ha condannato i nuovi attacchi contro infrastrutture civili dell'Arabia Saudita, citando l'aeroporto di Riad. In una dichiarazione pubblicata dalla Farnesina, il ministro ha espresso solidarietà al Paese e chiesto di evitare un'ulteriore escalation. Ha indicato la libertà e la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb come una priorità. La nota ribadisce anche il sostegno italiano all'inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg.

La presa di posizione accosta tre piani: la tutela delle infrastrutture civili saudite, la sicurezza di una rotta marittima internazionale e la ricerca di una soluzione politica yemenita. Sono temi connessi, ma il comunicato italiano non annuncia nuove operazioni militari né attribuisce autonomamente responsabilità precise per ogni episodio. Anche il richiamo al processo di pace è un obiettivo diplomatico, non un negoziato già concluso. Per valutare gli sviluppi contano le verifiche sugli attacchi, la continuità dei collegamenti aerei e marittimi e l'attività dell'ONU.

Perché conta per l’Italia

Bab el-Mandeb collega il Mar Rosso al Golfo di Aden ed è un passaggio per le rotte tra Mediterraneo e Asia. La stabilità del corridoio interessa il commercio, i tempi delle spedizioni e la sicurezza marittima italiana. La dichiarazione mostra la linea di Roma: sostegno a Riad e alla navigazione, insieme al tentativo di mantenere aperta una via diplomatica per lo Yemen. Non misura, da sola, l'efficacia di tale linea.

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