La disputa sulle responsabilità del 7 ottobre 2023 è tornata al centro della politica israeliana. Il 28 settembre Benjamin Netanyahu ha sostenuto che l’allora capo dello Shin Bet, Ronen Bar, fosse a conoscenza di segnali di pericolo nella notte precedente l’attacco e non lo avesse avvertito. Bar respinge l’accusa e ha annunciato che intende presentare una causa per diffamazione. Ha chiesto che siano resi pubblici documenti e ascoltati i collaboratori del premier.
Le due versioni non possono essere trattate come fatti simultaneamente accertati. La controversia riguarda chi ricevette quali informazioni, quando, e quali decisioni furono adottate. Il nodo politico è la richiesta di una ricostruzione istituzionale indipendente, mentre Israele si avvicina alle elezioni del 27 ottobre. Una causa annunciata non è ancora un esito giudiziario, e non dimostra da sola la fondatezza di nessuna delle accuse.
Il dibattito investe la fiducia nelle istituzioni di sicurezza e nelle autorità civili. Per i partner internazionali, tra cui l’Italia, è rilevante comprendere come un eventuale chiarimento delle responsabilità influenzi la stabilità politica e le scelte regionali israeliane. Non è possibile dedurre conseguenze diplomatiche immediate dalle dichiarazioni di Bar.


