Francia, Libano e Giordania hanno riunito a Parigi rappresentanti politici e militari per definire un sostegno più credibile alle Forze armate libanesi. Emmanuel Macron, Joseph Aoun e re Abdallah II hanno discusso mezzi, addestramento e finanziamenti necessari a estendere l’autorità dello Stato sull’intero territorio.

Il nodo immediato è il futuro del Libano meridionale. Il mandato di UNIFIL termina il 31 dicembre 2026 e Francia e Italia sostengono la creazione di una coalizione multinazionale capace di evitare un vuoto di sicurezza.

Il progetto resta legato all’attuazione dell’intesa mediata dagli Stati Uniti fra Israele e Libano: ritiro graduale israeliano, disarmo di Hezbollah e dispiegamento dell’esercito libanese. Beirut ribadisce che solo lo Stato deve detenere le armi, ma vuole evitare uno scontro interno.

Alla riunione hanno partecipato anche vertici militari italiani, britannici e giordani, oltre a funzionari statunitensi e sauditi. Senza risorse e garanzie esterne, l’esercito libanese difficilmente potrà sostenere la transizione.

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