Il 6 ottobre 2026 Guido Crosetto è intervenuto a Venezia al XV Trans-Regional Seapower Symposium, un confronto che il ministero della Difesa indica come partecipato da rappresentanti di oltre 70 Marine. Il ministro ha messo in relazione la libertà e la sicurezza delle rotte con l'economia e la vita quotidiana italiane. Nel suo discorso ha citato lo Stretto di Hormuz, Bab el-Mandeb e il Mar Rosso come esempi di passaggi lontani dall'Italia ma capaci di produrre effetti su traffici, energia e sicurezza.
Un secondo punto riguarda ciò che attraversa i fondali: cavi per dati, infrastrutture energetiche e altri collegamenti essenziali. La loro vulnerabilità non è immediatamente visibile ai cittadini, ma un'interruzione può incidere su comunicazioni e servizi. Il discorso segnala la necessità di proteggerli; non comunica il varo di una nuova operazione né un finanziamento specifico.
Crosetto ha inoltre richiamato droni, sistemi autonomi, capacità cyber e intelligenza artificiale. La questione posta dal ministro è il divario tra velocità della tecnologia e tempi delle procedure militari. Cooperazione tra Paesi, interoperabilità e capacità industriale sono presentate come strumenti per ridurre tale divario. Anche qui occorre distinguere il programma politico dai risultati: tempi di acquisizione, esercitazioni, standard comuni e capacità schierate renderanno misurabile la risposta.
Le ricadute per l’Italia
Per un Paese che dipende dai collegamenti marittimi, proteggere i punti di transito e le reti sottomarine ha una dimensione economica oltre che militare. L'intervento di Venezia chiarisce le priorità della Difesa. Il passo successivo da verificare è quali progetti comuni e quali risorse seguiranno alle parole del ministro.



