Il risultato del vertice
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha concluso il 23 ottobre a Istanbul il confronto con le diplomazie di Egitto, Pakistan, Arabia Saudita, Francia, Germania, Regno Unito e Italia. Antonio Tajani ha partecipato per Roma. Nella conferenza stampa Fidan ha riferito l’opposizione dei Paesi presenti a una nuova escalation militare contro l’Iran e ha indicato nel dialogo la via da seguire. La riunione ha così aggiunto una posizione politica all’annuncio iniziale della convocazione.
Che cosa dice il gruppo R4
Occorre distinguere il tavolo a otto dal comunicato del gruppo R4, composto da Turchia, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita. Quel documento chiede la rapida e piena ripresa del passaggio sicuro e senza ostacoli nello Stretto di Hormuz, condanna gli attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita e il naviglio commerciale e sostiene una soluzione negoziata del conflitto con l’Iran. Non va attribuito automaticamente agli altri quattro governi: ogni dichiarazione mantiene il perimetro dei suoi firmatari.
Un canale da mantenere aperto
La comunicazione ufficiale pakistana sul tavolo allargato conferma la discussione degli effetti economici e sociali della crisi nel Golfo e l’accordo a continuare il confronto in questo formato. È un risultato diplomatico concreto ma circoscritto: stabilisce la volontà di mantenere un canale, non un meccanismo operativo per riaprire lo stretto. Restano distinti l’appello alla navigazione libera, l’eventuale accordo fra le parti in conflitto e la sicurezza reale delle rotte.
L’interesse italiano
Per l’Italia, coinvolta nel confronto attraverso Tajani, il legame diretto riguarda approvvigionamenti energetici e traffici marittimi. La continuità delle consultazioni può aiutare a coordinare iniziative fra governi europei e regionali, mentre l’effetto sulle forniture dipenderà dall’evoluzione sul mare e da intese attuate. Il punto da osservare è quindi il seguito del tavolo: nuovi incontri, contatti con le parti e misure condivise. Le dichiarazioni di Istanbul non consentono, da sole, di annunciare la fine della crisi.



