Mosca non esclude un incontro trilaterale tra Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping in occasione del vertice APEC previsto a Shenzhen. Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha però chiarito che una riunione di questo livello avrebbe senso soltanto con un'agenda definita e risultati sostanziali da perseguire.
L'ipotesi era già emersa nei contatti tra i tre governi e torna ora mentre Stati Uniti, Cina e Russia sono coinvolti contemporaneamente in competizioni commerciali, tecnologiche, militari ed energetiche. Un vertice comune avrebbe un valore simbolico molto superiore a un normale incontro a margine di un forum economico.
Per Mosca, la presenza nello stesso formato con Washington e Pechino rafforzerebbe l'immagine della Russia come uno dei tre centri indispensabili dell'equilibrio globale. Per la Cina, ospitare il confronto permetterebbe di presentare Shenzhen come piattaforma di dialogo in una regione asiatica sempre più segnata dalla competizione strategica.
Gli Stati Uniti avrebbero invece interesse a evitare che la cooperazione sino-russa si trasformi in un coordinamento stabile contro Washington. Ma un incontro a tre obbligherebbe anche la Casa Bianca a gestire nello stesso spazio dossier molto diversi: Ucraina, commercio, tecnologia, Taiwan, sicurezza nucleare e architettura dell'Indo-Pacifico.
La difficoltà sta proprio nella preparazione. Un vertice privo di obiettivi concordati potrebbe amplificare le divergenze invece di ridurle. Per questo Mosca insiste sul contenuto prima della fotografia, mentre resta da chiarire la composizione definitiva delle delegazioni al vertice di novembre.
Se l'incontro si concretizzasse, sarebbe comunque un segnale della trasformazione dell'ordine internazionale: non una nuova alleanza, ma il tentativo delle tre maggiori potenze di gestire direttamente una parte delle crisi che le oppongono. Shenzhen potrebbe diventare il luogo in cui la competizione globale cerca almeno un linguaggio comune.
