Recep Tayyip Erdoğan ha affermato che soltanto la nazione turca può fissare le linee rosse della politica estera di Ankara. Il presidente non ha nominato direttamente Israele o Benjamin Netanyahu, ma il contesto regionale rende evidente la destinazione politica del messaggio.

La dichiarazione arriva dopo l’attacco israeliano contro la base aerea siriana di Abu al-Duhur. Israele ha sostenuto che la Turchia stesse preparando il dispiegamento di sistemi di difesa aerea nell’area; Ankara e Damasco hanno entrambe respinto l’accusa.

La Siria è diventata uno spazio nel quale interessi turchi e israeliani si avvicinano pericolosamente. Ankara vuole proteggere la propria profondità strategica, influire sulla ricostruzione e contenere le formazioni curde; Israele vuole mantenere libertà d’azione e impedire l’insediamento di capacità militari ostili.

La retorica sulle linee rosse serve quindi sia al pubblico interno sia agli interlocutori regionali. Senza un meccanismo stabile di deconflitto, tuttavia, ogni operazione aerea o nuovo dispiegamento può trasformare la competizione indiretta in una crisi aperta.

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