Le nuove conclusioni della Commissione

La Commissione internazionale indipendente d'inchiesta istituita dal Consiglio dei diritti umani dell'ONU ha pubblicato il 26 ottobre nuove conclusioni sulla condotta israeliana nei Territori palestinesi occupati. La Commissione afferma di avere riscontrato crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza e in Cisgiordania e sostiene che a Gaza siano proseguiti atti genocidari anche dopo il cessate il fuoco dell'ottobre 2025.

Il periodo e le violazioni esaminate

Il rapporto esamina violazioni contro civili e bambini dal 7 ottobre 2023 fino al settembre 2026. Tra le fattispecie indicate compaiono sterminio, persecuzione, tortura, stupro e altre forme di violenza sessuale, oltre all'uccisione e al ferimento deliberato di minori. Le conclusioni sono valutazioni giuridiche di una commissione indipendente incaricata dall'ONU; non costituiscono una sentenza definitiva di un tribunale internazionale.

Gaza e Cisgiordania

La Commissione sostiene che in Cisgiordania i civili palestinesi siano stati presi di mira sulla base di nazionalità, etnia, genere ed età e che l'uso letale della forza sia aumentato nettamente dopo il 7 ottobre 2023. Per Gaza ribadisce la precedente valutazione secondo cui le autorità e le forze israeliane avrebbero agito con l'intento specifico di distruggere, in tutto o in parte, il gruppo palestinese.

La risposta di Israele

Israele ha respinto il rapporto definendolo parte di una campagna di disinformazione e nega le accuse di genocidio e di violenza sessuale attribuite alle proprie forze. Da anni il governo israeliano contesta metodo, mandato e imparzialità della Commissione. Questa replica è parte essenziale del quadro: le accuse non devono essere presentate come fatti giudiziariamente accertati, pur trattandosi di conclusioni formali di un organismo investigativo internazionale.

Il possibile peso giudiziario

Il rapporto conta perché può alimentare procedimenti della Corte penale internazionale, cause davanti a giurisdizioni nazionali e pressioni diplomatiche su trasferimenti di armi, sanzioni e cooperazione militare. La Commissione non dispone però di poteri esecutivi e non può imporre arresti o condanne. L'effetto dipenderà da procuratori, tribunali e Stati che decideranno se utilizzare il materiale raccolto.

Il rilievo per l'Italia

Per l'Italia il rilievo è soprattutto diplomatico e giuridico, come membro dell'Unione europea e Stato parte della Corte penale internazionale. Non deriva dal rapporto un obbligo automatico su singole misure nazionali. Da monitorare sono la pubblicazione integrale delle prove, la risposta israeliana nel merito, eventuali iniziative della CPI e l'uso delle conclusioni nei negoziati e nelle decisioni europee.

Condividi