Il confronto romano con Kaja Kallas ha prodotto una linea italiana articolata su tre fronti: rafforzare l’operazione Aspides nel Mar Rosso, accelerare la risposta europea alle minacce ibride e preparare la fase successiva alla chiusura di UNIFIL in Libano. Tajani e Crosetto hanno insistito sulla distanza tra impegni politici e capacità operative disponibili.
L’Italia contribuisce in modo rilevante alle missioni europee con personale diplomatico, militare e unità navali. Kallas ha indicato che un terzo dei contributi alle missioni internazionali dell’UE è messo a disposizione dall’Italia, mentre Crosetto ha definito positivi ma ancora insufficienti i nuovi assetti messi a disposizione da alcuni Paesi europei per Aspides.
Perché conta per l’Italia
La sicurezza delle rotte marittime è il punto più immediato. Per l’Italia, Mar Rosso, Bab el-Mandeb e Hormuz non sono dossier lontani: influenzano traffici commerciali, tempi di consegna, costi assicurativi ed energia. Tajani ha chiesto di consolidare il partenariato dell’Unione con i Paesi del Golfo e di proteggere attivamente la libertà di navigazione. Crosetto ha accolto l’arrivo di nuovi contributi europei ad Aspides, ma ha chiarito che le capacità restano sotto il livello richiesto dal mandato. Il comunicato della Difesa non indica in questa sede numero, tipo o calendario di dispiegamento dei nuovi mezzi.
Il secondo fronte riguarda le minacce ibride. Crosetto e Kallas hanno discusso la possibilità di un meccanismo politico europeo capace di trasformare rapidamente le consultazioni in azioni, con più condivisione informativa e una velocità di risposta adattabile alla minaccia. Non è ancora una clausola operativa approvata: è una proposta da tradurre in procedure, responsabilità e risorse.
Il terzo dossier è il Libano. La prospettiva di una fase successiva a UNIFIL impone di evitare un vuoto di sicurezza e di non disperdere le competenze costruite dai Paesi contributori. L’Italia, storicamente tra i principali partecipanti alla missione, propone di mettere a sistema esperienza, reti locali e capacità operative già presenti.
Nel colloquio alla Farnesina, Tajani ha inoltre presentato una proposta italiana per rafforzare il Servizio europeo per l’azione esterna, rendendolo più efficace anche per cittadini e imprese. Ucraina, Balcani occidentali, Cina, Indo-Pacifico e tensioni tra Eritrea ed Etiopia hanno completato un’agenda che mostra quanto la capacità esterna dell’UE sia ormai distribuita su più crisi simultanee.
La priorità italiana è evitare che l’Europa annunci ambizioni senza dotarsi dei mezzi per sostenerle. La verifica arriverà su tre indicatori concreti: nuove navi e capacità per Aspides, una procedura condivisa contro sabotaggi e cyberattacchi, una cornice credibile per il Libano dopo UNIFIL.



