Il consolidamento delle posizioni sulla costa occidentale amplia la capacità del movimento di osservare e minacciare il traffico navale diretto verso Bab el-Mandeb. Non equivale al controllo completo dello stretto, ma modifica l’equilibrio operativo.

Per i Paesi del Golfo la scelta è difficile: una nuova offensiva può riaprire un conflitto costoso, mentre un’intesa politica richiede un confronto con Teheran e concessioni sul futuro dello Yemen.

Ogni peggioramento della sicurezza induce le compagnie a scegliere la circumnavigazione dell’Africa. Ne derivano viaggi più lunghi, maggiore consumo di carburante, assicurazioni più care e minore prevedibilità delle consegne.

Perché conta per l’Italia: Bab el-Mandeb è la porta meridionale della rotta di Suez. La sua instabilità incide sui porti italiani, sulle importazioni dall’Asia e sui costi di produzione delle imprese.

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