I carichi individuati
L’Iran è riuscito a esportare quantità limitate di gas di petrolio liquefatto e carburante per aviazione nonostante il blocco navale statunitense. Reuters, sulla base di dati di tracciamento e fonti della sicurezza marittima, ha individuato almeno otto navi con carichi di LPG e una con jet fuel partite da metà luglio. Sei delle unità LPG e la petroliera del carburante risultano sottoposte a sanzioni statunitensi.
Rotte nascoste e limiti dei dati
Le ricostruzioni indicano trasferimenti nave-nave nelle acque vicine all’Oman e successivi viaggi verso il Myanmar o aree portuali della Malaysia; una parte del prodotto sarebbe destinata infine alla Cina. Questi dati non dimostrano che ogni rotta ricostruita sia completa: transponder disattivati o posizioni falsificate possono modificare il quadro. La Casa Bianca ha espresso dubbi sulla precisione di alcune informazioni commerciali.
Un’elusione limitata
Il risultato non equivale alla riapertura delle esportazioni iraniane di greggio. I flussi principali restano drasticamente ridotti e i carichi individuati sono molto più piccoli. United Against Nuclear Iran ha segnalato per settembre soltanto tre unità Handymax cariche di LPG e metanolo. Il dato mostra una capacità di elusione, non il ritorno alla normale attività dei terminal iraniani.
Il bilancio comunicato dagli Stati Uniti
CENTCOM afferma che, nei tre mesi successivi alla reintroduzione del blocco, le forze statunitensi hanno fermato e fatto invertire la rotta a 135 navi e disabilitato quattro unità commerciali. Si tratta del bilancio comunicato dal comando americano. Washington sostiene di valutare le navi caso per caso e di prevedere eccezioni, comprese quelle umanitarie; l’inclusione in una lista di sanzioni non determina da sola l’intervento.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia l’interesse riguarda energia, assicurazioni e sicurezza delle rotte. I trasferimenti occulti aumentano il rischio di incidenti, errori di identificazione e interruzioni nel Golfo di Oman, con possibili effetti sui costi del trasporto e dei carburanti. Da monitorare: nuovi carichi iraniani, movimenti nave-nave, risposta di Washington, destinazioni finali in Asia e differenza tra esportazioni di prodotti raffinati e ripresa del greggio.



