Il petrolio ha accelerato dopo che fonti del settore marittimo hanno riferito la sospensione dei carichi al terminal saudita di Yanbu. Nel pomeriggio il Brent era salito a 109,20 dollari al barile, mentre il WTI aveva raggiunto 106,46 dollari.

La crisi segue l’attacco che ha costretto Riad a fermare l’oleodotto Est–Ovest, infrastruttura decisiva per aggirare lo Stretto di Hormuz. Alcuni carichi destinati all’Europa sono stati cancellati e le raffinerie cercano forniture alternative.

A questa tensione si aggiunge lo stop di tre giacimenti in Libia. La combinazione di interruzioni diverse concentra il rischio su un mercato già vulnerabile alle guerre e agli attacchi alle infrastrutture.

Le stime sui tempi di riparazione restano divergenti. Se il blocco durasse, verrebbe minacciata una quota rilevante dell’offerta globale, con effetti su inflazione, trasporti e costi industriali.

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