Stati Uniti e Iran hanno riaperto un canale diplomatico, ma le rispettive posizioni restano distanti e lo Stretto di Hormuz continua a condizionare il mercato energetico mondiale.
Un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters che Teheran sta esaminando la risposta di Washington alle proposte per fermare la guerra. L’Iran chiede la rimozione del blocco navale statunitense sui propri porti e lega la riapertura di Hormuz al soddisfacimento delle proprie condizioni.
Marco Rubio ha avvertito che un eventuale accordo richiederà tempo, mentre Washington mantiene sul tavolo anche opzioni militari. La diplomazia ha dunque prodotto un contatto, non un’intesa sulla navigazione o sulle condizioni di cessazione delle ostilità.
Nella mattina del 24 settembre Reuters indicava il Brent a 105,40 dollari al barile, in rialzo del 2,25%, e il WTI a 93,94 dollari. Il mercato continua a incorporare un forte premio geopolitico.
Per l’Italia l’impatto è diretto su greggio, prodotti raffinati, noli marittimi e assicurazioni. I negoziati e le quotazioni sono fatti confermati; la disponibilità iraniana al compromesso resta una dichiarazione politica e non garantisce la riapertura dello stretto.
