L’attacco durante il funerale
Sette persone sono state uccise e quaranta ferite quando uomini armati hanno aperto il fuoco durante un funerale nella chiesa greco-ortodossa di Hamoud, nel governatorato giordano di Karak, il 23 ottobre. Il direttore della Pubblica sicurezza, maggiore generale Abdallah al-Maaytah, ha comunicato il bilancio; il ministro della Salute ha precisato che due feriti erano in condizioni critiche. Le autorità hanno dichiarato tre giorni di lutto nazionale.
Le immagini e le testimonianze
Le immagini di una telecamera, verificate da Reuters, mostrano tre uomini che sparano dall’esterno e corrono verso l’ingresso della chiesa. Testimoni citati da Associated Press e dall’emittente statale Al-Mamlaka hanno descritto diversi minuti di fuoco e panico tra i partecipanti. Il numero complessivo degli assalitori non era ancora stabilito dalle autorità e nessun gruppo aveva rivendicato l’azione.
Che cosa è confermato
Il governo giordano definisce l’episodio un attacco terroristico prodotto da ideologia estremista. È una qualificazione ufficiale; non equivale ancora all’identificazione di un’organizzazione responsabile. Il ministro dell’Interno ha detto che è troppo presto per stabilire collegamenti con gruppi noti dentro o fuori il Paese. Re Abdullah II ha visitato Karak e promesso una risposta severa.
La sicurezza rafforzata
Il 24 ottobre la sicurezza è stata rafforzata presso centri commerciali, ambasciate e altri luoghi sensibili. La ricerca degli assalitori prosegue. Attacchi di queste dimensioni sono rari in Giordania, partner degli Stati Uniti nella lotta ai gruppi jihadisti e Paese nel quale la minoranza cristiana è storicamente integrata. Proprio per questo il bersaglio religioso accresce il timore di un tentativo di colpire la coesione interna.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia non risultano vittime o interessi nazionali colpiti direttamente. Il rilievo è regionale: la Giordania è un interlocutore europeo sulla sicurezza, sui rifugiati, sulla protezione dei luoghi santi e sulla stabilità del Levante. Un peggioramento duraturo potrebbe incidere sulla cooperazione antiterrorismo e sulla sicurezza dei viaggi, ma l’attacco isolato non dimostra ancora una campagna organizzata più ampia.
Che cosa monitorare
Da monitorare: arresti e identificazione degli assalitori, eventuali rivendicazioni credibili, aggiornamento dei feriti, misure di sicurezza prolungate e indicazioni consolari. Confermati luogo, bilancio e natura armata dell’attacco; movente specifico, rete di sostegno e appartenenza degli autori restano oggetto d’indagine.



