La partecipazione delle donne ai processi di pace incide sulla qualità degli accordi, sulla protezione dei civili e sulla capacità di ricostruire istituzioni dopo i conflitti. È il messaggio portato dall’Italia a New York dalla sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi.

Il 24 settembre Italia e Filippine hanno co-presieduto una riunione dedicata all’attuazione dell’Agenda Donne, Pace e Sicurezza. Il formato segnala la volontà di costruire partenariati anche nell’Indo-Pacifico, regione sempre più importante per gli interessi economici e strategici italiani.

L’agenda della missione è stata più ampia. Tripodi ha partecipato al dialogo tra Unione europea e CELAC, ha affrontato la cooperazione oceanografica attraverso OceanEye e il Global Ocean Observing System e ha richiamato l’intelligenza artificiale come opportunità da governare senza perdere sovranità tecnologica.

Sul piano operativo, la Farnesina ha indicato i progetti pilota del programma Team Gaza, concentrati sulla gestione dei rifiuti e sui servizi idrici e igienico-sanitari. Sono settori essenziali per trasformare l’assistenza d’emergenza in capacità amministrativa e ricostruzione civile.

L’Agenda Donne, Pace e Sicurezza offre a Roma uno spazio di iniziativa coerente con cooperazione allo sviluppo e prevenzione dei conflitti. Il collegamento con Gaza, America Latina, Indo-Pacifico, oceani e tecnologia mostra un approccio trasversale, la cui credibilità dipenderà da risorse, continuità e risultati misurabili.

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