L'Arabia Saudita ha ripreso a caricare petrolio sulle petroliere nel porto di Yanbu, sul Mar Rosso, dopo il riavvio dell'oleodotto Est–Ovest. Lo riferiscono fonti commerciali e dati di navigazione raccolti da Reuters. Saudi Aramco ha comunicato ai clienti il programma dei carichi di ottobre; una raffineria asiatica ha già ritirato un carico la scorsa settimana.

L'infrastruttura era stata fermata l'11 settembre dopo attacchi con droni che Riyadh attribuisce a milizie irachene. Il flusso nell'oleodotto è ripartito il 22 settembre. La ripresa dei carichi conferma che il terminale è nuovamente operativo, senza dimostrare che l'intera rete abbia recuperato subito la capacità precedente.

Yanbu è lo sbocco sul Mar Rosso del greggio trasportato dall'est del Paese. Permette di evitare il passaggio attraverso Hormuz, ancora esposto alla crisi con l'Iran. La capacità nominale della condotta è di circa sette milioni di barili al giorno, ma le stime sul flusso effettivo dopo la ripartenza sono inferiori; i tempi del pieno ripristino dipendono dalle riparazioni e dalla logistica portuale.

Il ritorno delle esportazioni aggiunge offerta al mercato e può contenere una parte della pressione sui prezzi. Sposta però l'attenzione anche sulla sicurezza del Mar Rosso e delle rotte verso Suez. Non cancella i rischi per le petroliere e per le infrastrutture saudite.

Per l'Italia conta il collegamento fra il Mar Rosso, Suez e i porti mediterranei. Vanno osservati i carichi effettivi nelle prossime settimane, la capacità dell'oleodotto e la protezione del terminale.

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