L’attacco ad Aden
Il 15 ottobre il complesso presidenziale Al-Maashiq di Aden è stato attaccato. Reuters riporta cinque morti e sedici feriti secondo il ministro della Salute yemenita. Il governo ha dichiarato che il primo ministro e gli altri ministri erano al sicuro. Gli Houthi hanno rivendicato di aver colpito un quartier generale militare saudita; tale descrizione dell’obiettivo resta una rivendicazione della parte attaccante. Vittime e danni potranno essere precisati con ulteriori comunicazioni.
Il vertice rinviato
Nella stessa giornata il Consiglio europeo ha confermato il rinvio del secondo vertice UE–Consiglio di cooperazione del Golfo, programmato per il 24 ottobre a Riad. Bruxelles non ha indicato una nuova data. Il segretariato GCC ha richiamato le minacce Houthi e il prolungamento della sospensione dei voli all’aeroporto King Khalid, motivando il rinvio con la sicurezza delle delegazioni. L’annuncio europeo ribadisce l’importanza strategica del partenariato.
Due sviluppi della stessa crisi
Il rinvio del vertice è stato motivato dal contesto di sicurezza saudita, mentre l’attacco ad Aden ha colpito le istituzioni yemenite. I due episodi mostrano dimensioni diverse della crisi regionale: la vulnerabilità delle sedi governative e le difficoltà nel garantire la sicurezza delle delegazioni diplomatiche. La protezione degli aeroporti e quella dei centri di governo richiedono risposte differenti.
Il significato per Mediterraneo e Italia
La stabilità dello Yemen interessa gli accessi al Mar Rosso e il collegamento verso Suez. Questo rende il dossier rilevante per i traffici che raggiungono il Mediterraneo, senza consentire di dedurre dall’attacco ad Aden una chiusura dello stretto di Bab el-Mandeb. Per valutare l’evoluzione occorrerà seguire i comunicati delle autorità marittime, le condizioni degli scali sauditi e la nuova data del vertice. La continuità del dialogo UE–Golfo resta distinta dalla capacità immediata di contenere gli attacchi.



