
Libia, l’Italia sostiene la roadmap ONU per istituzioni unite ed elezioni
A New York Maria Tripodi conferma il sostegno italiano al percorso UNSMIL e al coordinamento con Stati Uniti, Turchia e partner internazionali.
Leggi l’analisi →Politica estera americana, alleanze, competizione economica e sicurezza globale.
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A New York Maria Tripodi conferma il sostegno italiano al percorso UNSMIL e al coordinamento con Stati Uniti, Turchia e partner internazionali.
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Xi chiede dialogo regolare tra le forze armate e meccanismi di comunicazione nelle crisi. Commercio e intelligenza artificiale restano aperti, mentre Taiwan non scompare dal confronto.
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Un tribunale federale sospende il divieto imposto dalla Casa Bianca. I giornalisti vengono riammessi dopo un primo rifiuto nonostante l’ordine del giudice.
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Washington annuncia 12 milioni per ritorno e reintegrazione e prepara un secondo programma da 15 milioni per identificare e riportare i minori trasferiti.
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Nel suo saggio per Geopolitical Futures, George Friedman collega la guerra in Iran, il bisogno cinese di esportare e il nodo di Taiwan. La nostra lettura della sua tesi e dei suoi limiti.
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Washington ha invitato il presidente russo al summit di dicembre. Il Cremlino dice che non esiste una decisione su un incontro bilaterale.
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Washington si dice disponibile a sostenere una transizione politica ed economica. Non risulta un accordo con l'Avana.
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I ministri degli Esteri condannano gli attacchi Houthi e collegano la sicurezza marittima ai flussi di energia, fertilizzanti e cibo.
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Stati Uniti e Cina concordano di estendere fino al 10 gennaio 2027 la tregua commerciale. Il vertice affronta dazi, terre rare, chip e sicurezza di Taiwan.
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Teheran valuta la risposta americana, ma non esiste un’intesa. Il Brent sale a 105,40 dollari e il rischio energetico resta molto alto per l’Europa.
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L'accordo amplia la presenza americana e prevede il rafforzamento della base di Pituffik, mentre l'Artico diventa un fronte sempre più importante della competizione strategica.
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Contatti mediati a margine dell'Assemblea generale dell'ONU riaprono un canale, senza cancellare le profonde distanze su nucleare e sanzioni.
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Kyiv offre di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe se Mosca farà lo stesso, dopo l'incontro con Donald Trump.
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Pechino inserisce altre due sostanze nella lista sottoposta a licenza per le esportazioni verso Stati Uniti, Messico e Canada.
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Zhang Youxia e Liu Zhenli sono accusati di corruzione, slealtà politica e gravi violazioni disciplinari. I loro casi passano ora alla giustizia militare.
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Le sanzioni americane provocano cancellazioni, ma alcuni voli internazionali iraniani continuano: la situazione varia per vettore e aeroporto.
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ABC, CBS, CNN, Fox e NBC reagiscono all’esclusione di CNN, MS NOW e Politico dalla Casa Bianca. Continua invece il lavoro dei pool stampa e radio.
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Il medico, conosciuto in passato come Vincent Bajinya, è accusato di condotte collegate al genocidio e a sei omicidi. Nega ogni responsabilità.
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Sanna Manjang, accusato di aver guidato una squadra della morte durante il regime di Yahya Jammeh, è comparso davanti a un tribunale militare.
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L’intesa annunciata punta a diversificare le forniture di minerali critici e terre rare, collegando industria, semiconduttori e sicurezza tecnologica.
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Teheran sostiene che Washington prepari nuove operazioni. La minaccia coinvolge anche i Paesi regionali che dovessero offrire sostegno.
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Macron e Carney rilanciano la cooperazione a Saint-Pierre e Miquelon. Al centro difesa, spazio, energia, tecnologie e rapporti con l’Unione europea.
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Londra accoglie con favore l’intesa annunciata da Stati Uniti e Danimarca. Restano da chiarire portata giuridica e ruolo delle autorità groenlandesi.
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Teheran accusa l’istituto di attività illegali e di favorire l’espatrio delle élite. La Francia convoca l’ambasciatore iraniano e promette contromisure.
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Tra gli estradati figurano 17 ex militari colombiani e Joseph Badio. Il processo si sposta in Florida dopo anni di paralisi giudiziaria haitiana.
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Il disordine globale, secondo Fabbri, non coincide con l’assenza di un ordine: segnala una fase in cui gli Stati Uniti restano egemoni, ma vengono sfidati più apertamente.
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Per Fabbri, Trump non crea il sentimento americano che esprime. La tensione con l’Europa nasce da una trasformazione più profonda, legata alla competizione con la Cina.
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Una nave della Guardia Costiera cinese entra in collisione con un’unità filippina vicino ad Abad Santos Shoal. Manila e Pechino si accusano.
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L’Iran recupera un drone subacqueo americano Dive-LD. Pentagono e Anduril confermano la perdita, mentre cresce il rischio di sfruttamento tecnico.
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Il Dipartimento di Stato autorizza il possibile trasferimento di 48 caccia. Il Congresso dovrà valutare l’accordo e il suo impatto sull’equilibrio militare regionale.
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L’indagine riguarda gli attacchi contro una scuola a Minab e un complesso sportivo a Lamerd. Il rapporto accusa anche Teheran di crimini contro l’umanità nella repressione delle proteste.
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Samir Ousman Alsheikh è il più alto ex funzionario dell’era Assad processato e condannato di persona fuori dalla Siria.
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La Camera approva il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act. Il testo colpisce banche, funzionari e flotta ombra e introduce dazi secondari contro i maggiori acquirenti di petrolio e gas russi.
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Il viceministro Kim Kang Il indica nel dispositivo militare USA e nella cooperazione con Seul e Tokyo la ragione dell’espansione dell’arsenale.
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Washington rimuove le misure contro due imprese. L’opposizione accoglie le liberazioni ma denuncia il permanere della repressione.
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Il generale Dan Caine estende il futuro campo operativo allo spazio cislunare. La Space Force punta a raddoppiare il personale.
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Washington introduce restrizioni ai visti contro responsabili di politiche considerate discriminatorie. Pretoria respinge le accuse.
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Il Parlamento annulla gli effetti delle sentenze dell’organo istituito nel 2012 e accusato di torture e detenzioni arbitrarie.
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Gli Stati potranno mantenere le procedure già utilizzate mentre sono in corso le operazioni per le elezioni di metà mandato.
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Il presidente americano attribuisce alle incursioni ucraine parte della carenza internazionale di diesel. Kyiv considera invece il settore petrolifero russo una componente dello sforzo bellico di Mosca.
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Mark Carney esclude l’adesione all’Unione europea, ma chiede una partnership economica e strategica più profonda mentre aumentano le tensioni con gli Stati Uniti.
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Il presidente americano minimizza una ricostruzione secondo cui entità cinesi avrebbero fornito a Teheran immagini di una base statunitense in Giordania. Non è provato un coinvolgimento diretto di Pechino.
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Il presidente statunitense torna a sostenere pubblicamente la riunificazione irlandese. Londra ribadisce che non esistono oggi le condizioni per convocare un referendum.
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Mosca accusa Kyiv di aver colpito mezzi destinati ai generatori della centrale. La ricostruzione non è confermata in modo indipendente.
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L’incontro previsto nella capitale italiana la prossima settimana slitta per ragioni di calendario. I due ambasciatori si vedranno intanto a Washington.
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Keiko Fujimori annuncia l’ingresso nella coalizione antidroga guidata dagli Stati Uniti. Intelligence, operazioni coordinate e competizione con la Cina ridefiniscono la posizione di Lima.
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Algeri accusa Abu Dhabi di azioni ostili e chiude lo spazio aereo agli aeromobili registrati negli Emirati, con una deroga temporanea per alcuni voli commerciali.
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Joshua Cammidge, 31 anni, è accusato di aver assistito un servizio d'intelligence straniero e di aver preparato attività di sabotaggio contro fabbriche britanniche di droni.
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Le restrizioni entreranno in vigore il 29 settembre mentre Ottawa applica controdazi su 20 miliardi di dollari di merci statunitensi.
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Washington parla di una possibile intesa; restano però profonde divergenze e forti dubbi occidentali sulla disponibilità russa a fermare la guerra.
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Il progetto darebbe agli utenti il diritto di disattivare i feed personalizzati e prevede sanzioni superiori a 100 milioni di dollari per le piattaforme inadempienti.
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La guerra entra in una nuova fase navale ed energetica, con attacchi alle petroliere e missili contro una base utilizzata dalle forze americane.
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La raffigurazione dell’Islanda e di altri Paesi sotto la bandiera statunitense provoca una protesta formale e riaccende il confronto sulla sovranità nel Nord Atlantico.
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Teheran non è riuscita a chiudere completamente lo Stretto, mentre i mercati e i Paesi del Golfo sviluppano rotte alternative. Il blocco navale statunitense colpisce duramente l'economia iraniana, ma la resilienza del regime rende ancora incerto l'esito della pressione.
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Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner lasciano Kiev senza un'intesa decisiva. Il presidente ucraino ritiene probabile che il conflitto continui durante l'inverno, mentre il negoziato resta aperto e la difesa del sistema energetico torna prioritaria.
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Leon Panetta descrive Stati Uniti e Iran come intrappolati in uno stallo pericoloso e prevede altri sei mesi di conflitto senza una soluzione. L'ex capo del Pentagono teme una nuova guerra lunga, aggravata dalla confusione nella catena di comando americana.
Leggi l’analisi →L'ambasciatore statunitense presso la NATO Matthew Whitaker chiede una risposta ferma alle operazioni ibride attribuibili e cita il drone con esplosivo scoperto all'aeroporto di Lipsia-Halle come segnale di una minaccia più grave contro infrastrutture alleate.
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Teheran afferma di avere colpito un'unità militare americana senza equipaggio. Il giorno prima Washington aveva attaccato tre petroliere iraniane: dopo settimane di relativa calma, lo Stretto torna al centro dell'escalation.
Leggi l’analisi →Dopo oltre tre ore al Cremlino senza svolte annunciate, gli emissari americani arrivano a Kiev. I colloqui ripartono mentre gli attacchi aerei continuano e le distanze tra Mosca e Kyiv restano profonde.
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Il gruppo dei produttori dovrebbe lasciare invariata la politica per ottobre. Con Hormuz sotto pressione e le esportazioni iraniane disturbate, le decisioni sui barili contano meno dei rischi geopolitici.
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Il Cremlino non esclude un incontro dei tre leader al vertice APEC di novembre, ma chiede prima di chiarirne agenda e risultati attesi. L'idea concentra in un solo tavolo le principali fratture dell'ordine globale.
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Diciannove membri denunciano uno squilibrio alimentato dall'offerta cinese a basso costo. Pechino parla di protezionismo e collega lo scontro commerciale alle nuove sanzioni statunitensi sull'Iran.
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Il premier respinge l'accusa di avere ignorato segnali prima dell'arrivo di oltre 70 mila persone. Un rapporto della polizia solleva dubbi sulla condotta delle forze marocchine e riaccende lo scontro politico.
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Per la prima volta nella storia recente, reclute danesi vengono addestrate in Groenlandia. Arctic Endurance rafforza la presenza di Copenaghen mentre NATO, Stati Uniti e Russia aumentano l'attenzione sul Grande Nord.
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Teheran dichiara di essere pronta a rispettare nuovamente il memorandum di giugno se Washington farà lo stesso. Al centro restano il cessate il fuoco, lo Stretto di Hormuz e sessanta giorni di negoziati.
Leggi l’analisi →Il segretario al Tesoro statunitense descrive un’economia iraniana vicina al punto di rottura. Washington prepara nuove misure contro finanza, trasporti, tecnologia, oro e commercio marittimo.
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Washington invita gli americani nella regione alla massima vigilanza. Un’escalation improvvisa potrebbe provocare cancellazioni, chiusure dello spazio aereo e interruzioni dei collegamenti.
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Il primo ministro canadese invita gli Stati Uniti a trattare seriamente e respinge gli attacchi politici contro Ottawa. Dall’8 settembre scatteranno dazi di ritorsione su merci americane.
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L’accordo da circa tre miliardi integra David’s Sling, BARAK MX e SPYDER. È il maggiore contratto militare mai firmato tra Atene e Gerusalemme.
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Madrid non attribuisce a Rabat l’attraversamento di massa. Il governo indica campagne digitali legate a Russia, Israele ed estrema destra, accuse respinte dagli interessati.
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Il segretario dell’Esercito si dimette dopo diciotto mesi e ripetuti contrasti con Pete Hegseth. L’uscita riapre il problema della continuità ai vertici militari americani.
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Il ministro russo partecipa di persona ai colloqui di Asheville e incontra Scott Bessent. Germania e partner europei contestano la normalizzazione del rapporto.
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Pezeshkian propone reciprocità sul memorandum di giugno. Gli incidenti nello Stretto di Hormuz e il Brent sopra i 90 dollari mostrano quanto sia fragile la tregua.
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Washington lega l’accordo con Caracas al riempimento della Strategic Petroleum Reserve. Restano poco chiari quantità, tempi e condizioni economiche.
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Washington afferma di aver distrutto due lanciatori dei Pasdaran pronti a impiegare razzi con mine navali. Il raid interrompe settimane di relativa pausa militare.
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Ratcliffe avrebbe sondato a Mosca un incontro Trump-Putin-Zelensky. Il Cremlino frena, mentre droni e raid colpiscono infrastrutture su entrambi i lati.
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Dall’Europa all’Indo-Pacifico, Nuova Delhi amplia commercio, difesa e tecnologia con partner diversi. Non è una rottura con gli Stati Uniti, ma una strategia per evitare dipendenze decisive.
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Washington annuncia il controllo maggioritario su una quota gigantesca delle riserve venezuelane. Ma tra promessa politica, diritti di produzione e barili realmente estraibili resta una distanza decisiva.
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Nella missione riservata a Mosca, John Ratcliffe avrebbe consegnato ai vertici russi una valutazione netta: il tempo non lavora necessariamente a favore del Cremlino e un negoziato reale diventa sempre più urgente.
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L’ordine vale per la nomenclatura federale statunitense ma non può imporre il nuovo nome al Canada. Una scelta simbolica che approfondisce lo scontro commerciale tra Washington e Ottawa.
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Le manovre trilaterali si terranno dal 7 all’11 settembre e comprenderanno difesa missilistica, guerra antisommergibile e sicurezza informatica. Pyongyang promette una risposta decisa.
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Teheran porta lo scontro economico alle Nazioni Unite mentre un nuovo incidente marittimo accresce l’insicurezza nello Stretto. Qatar, Pakistan e Oman cercano uno spazio per la de-escalation.
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La Cina promette di difendere commercio e sicurezza energetica mentre Washington amplia la pressione su banche, imprese e Paesi che continuano a operare con Teheran.
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Ottawa prepara tariffe su quasi 28 miliardi di dollari canadesi di merci americane e un pacchetto di sostegno per imprese e lavoratori esposti alla disputa.
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Dalla DEW Line al NORAD, la lettura di George Friedman mostra perché sicurezza artica e dipendenza economica rendono Washington e Ottawa inseparabili.
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Dopo 47 anni, Washington revoca una designazione che aveva isolato la Siria dal sistema finanziario internazionale. È un’apertura politica importante, ma non un certificato definitivo di affidabilità.
Leggi l’analisi →L’annullamento dell’esercitazione anfibia Ssang Yong rivela il costo strategico della simultaneità: più Washington concentra risorse sul Medio Oriente, più diventa difficile sostenere la stessa presenza nell’Indo-Pacifico.
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La minaccia americana colpisce il cuore dell’integrazione industriale nordamericana. Per Ottawa non è soltanto una disputa commerciale, ma una pressione sull’intero modello produttivo del Paese.
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L’incontro mediato dagli Stati Uniti in Giordania tenta di fermare l’escalation seguita al bombardamento israeliano di una base siriana vicina al confine turco.
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Le autorità mediatiche libanesi riferiscono di munizioni al fosforo impiegate durante una notte di raid, artiglieria e demolizioni. L’accusa richiede verifica indipendente.
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Il segretario dell’Aeronautica Troy Meink ha ammesso il dispiegamento, senza rivelarne caratteristiche e tempi. Lo spazio diventa sempre più apertamente un dominio militare.
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La minaccia arriva alla vigilia dei dazi di ritorsione canadesi. Bombardier ricorda di impiegare migliaia di americani e di acquistare componenti da 2.800 fornitori statunitensi.
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Un alto funzionario ucraino definisce più efficaci le proposte portate da Witkoff e Kushner. Restano però irrisolti territorio, garanzie di sicurezza e formato del confronto con Mosca.
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Grossi denuncia oltre un anno senza continuità informativa sulle scorte arricchite al 60%. Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania preparano una risoluzione per il Consiglio di Sicurezza.
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Il nuovo lancio nordcoreano mostra quanto resti fragile il tentativo di riaprire un canale politico tra Pyongyang, Washington e Seul.
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Il cambio di portaerei tutela la presenza americana nella regione, ma mette in luce il costo umano e logistico delle missioni prolungate.
Leggi l’analisi →Pyongyang smentisce l’esistenza di contatti con Washington e lega qualsiasi apertura a un cambiamento della politica statunitense.
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