Il governo yemenita riconosciuto internazionalmente ha dichiarato il 5 ottobre di avere riconquistato alcune aree nei pressi dello stretto di Bab el-Mandeb. Le località indicate sono Dhubab, Bab e Hadeid. Associated Press attribuisce l'informazione a funzionari delle forze governative sostenute dall'Arabia Saudita: non si tratta di una certificazione indipendente e definitiva del controllo sul terreno.
Gli Houthi contestano la lettura governativa delle operazioni. Il loro portavoce militare Yahya Saree ha inoltre annunciato attacchi contro aeroporti, infrastrutture petrolifere e obiettivi militari sauditi. Anche queste affermazioni devono conservare l'attribuzione alla parte che le formula. Rivendicare un attacco non dimostra da solo quali bersagli siano stati effettivamente colpiti o con quali danni.
La posizione geografica spiega il rilievo della notizia. Bab el-Mandeb collega il Mar Rosso al golfo di Aden: il suo accesso interessa le rotte che proseguono verso Suez e il Mediterraneo. Tuttavia il controllo di una località costiera e la sicurezza della navigazione sono problemi diversi. Un'avanzata terrestre non prova che siano cessate le minacce contro le navi.
Sul piano politico, il governo cerca di mostrare capacità di recuperare territorio e di proteggere accessi strategici. Gli Houthi puntano a conservare pressione militare e capacità di condizionare gli avversari regionali. Per l'Arabia Saudita, il sostegno alle forze governative si intreccia con la protezione delle proprie infrastrutture. Questa lettura degli interessi non permette di anticipare l'esito della campagna.
Perché conta per l’Italia
Perché conta per l'Italia: una persistente instabilità all'accesso meridionale del Mar Rosso può incidere sui tempi e sui costi delle rotte verso il Mediterraneo. Per valutare conseguenze concrete servono riscontri sul territorio e sulla navigazione, oltre alle dichiarazioni militari. Le prossime conferme dovranno chiarire la tenuta delle posizioni rivendicate e l'eventuale prosecuzione degli attacchi.



