Pedro Sánchez ha affermato che i servizi spagnoli non dispongono di elementi per attribuire al Marocco l’attraversamento di massa avvenuto a Ceuta. La posizione punta a preservare la cooperazione con Rabat sul controllo della frontiera.

Il governo sostiene invece che reti digitali riconducibili a Russia, Israele e all’estrema destra internazionale abbiano amplificato informazioni false per polarizzare il dibattito europeo. Madrid richiama valutazioni interne e un precedente rapporto europeo.

Israele ha definito l’accusa una menzogna e Mosca ha chiesto prove pubbliche. La Commissione europea ha riconosciuto l’esistenza di campagne russe, ma il rapporto causale con l’ingresso dei migranti resta controverso.

La crisi mostra la sovrapposizione fra migrazione e guerra informativa. Stabilire chi abbia favorito materialmente i passaggi e chi abbia sfruttato politicamente le immagini richiede però due indagini distinte, che non vanno confuse.

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