Il progetto E1, a est di Gerusalemme, torna al centro del confronto politico e legale in Israele. Secondo la ricostruzione del *Times of Israel*, la procuratrice generale ha modificato la posizione iniziale sui bandi: le imprese potranno presentare offerte prima delle elezioni parlamentari del 27 ottobre, ma i contratti non potranno essere assegnati fino a dopo il voto. Consentire una candidatura non equivale quindi ad autorizzare la costruzione immediata.
Due gare riguardano complessivamente 3.401 unità abitative, secondo l’organizzazione israeliana Ir Amim. Una delle scadenze cade il 25 ottobre, a due giorni dalle elezioni. Il calendario concentra la controversia: per i promotori il progetto consolida la presenza israeliana nell’area; per i palestinesi e numerosi governi occidentali, l’espansione taglierebbe la continuità territoriale tra Gerusalemme Est e altre parti della Cisgiordania, ostacolando la prospettiva di due Stati.



