Italia e Stati Uniti preparano un nuovo livello di cooperazione sulle materie prime che alimentano industria digitale, transizione energetica e sistemi di difesa. Antonio Tajani e Marco Rubio hanno in programma a New York la firma di un memorandum d’intesa sui minerali critici, con l’obiettivo dichiarato di diversificare e rendere più sicure le catene di approvvigionamento.

Il testo annunciato dalla Farnesina riguarda minerali critici e terre rare e viene collocato nel quadro dell’iniziativa “Pax Silica”. Roma e Washington intendono collegare il dossier alla collaborazione su innovazione, semiconduttori, intelligenza artificiale e sicurezza delle filiere tecnologiche. Non si tratta quindi di un accordo minerario in senso stretto, ma di una cornice politica per coordinare accesso alle risorse, trasformazione industriale e tecnologie sensibili.

Per l’Italia la questione è particolarmente delicata. Il Paese dispone di una grande base manifatturiera, ma dipende dall’estero per numerosi materiali necessari a elettronica, batterie, magneti permanenti, aerospazio ed equipaggiamenti militari. La vulnerabilità non deriva soltanto dall’estrazione concentrata in pochi Paesi: anche raffinazione e lavorazione intermedia sono spesso dominate da operatori extraeuropei.

La cooperazione con gli Stati Uniti può offrire accesso a nuovi progetti, informazioni sulle catene di fornitura e opportunità industriali. Roma dovrà però coordinare il rapporto bilaterale con la strategia europea sulle materie prime critiche. Il valore del memorandum dipenderà dai meccanismi operativi: progetti finanziabili, criteri ambientali, condivisione dei dati, riciclo, accordi con Paesi produttori e tutela delle imprese lungo la filiera.

La competizione sulle materie prime è ormai parte della sicurezza economica, perché la disponibilità di pochi elementi può determinare la capacità di produrre chip, turbine, veicoli elettrici, radar e munizionamento avanzato. Per l’Italia la sfida consiste nel trasformare il rapporto transatlantico in capacità industriale aggiuntiva e minore esposizione a interruzioni politiche o commerciali.

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