Xi Jinping ha proposto agli Stati Uniti un dialogo militare regolare e meccanismi più efficaci di comunicazione e prevenzione delle crisi, durante il vertice del 24 settembre con Donald Trump alla Casa Bianca.

Il presidente cinese ha presentato la cooperazione come strumento per evitare una collisione tra le due potenze. Trump ha indicato sicurezza, tecnologia, intelligenza artificiale e riequilibrio commerciale tra i temi discussi, senza annunciare un accordo complessivo.

Il valore della proposta dipenderà dalla continuità dei contatti tra i comandi. I canali militari tra Washington e Pechino sono stati più volte interrotti nelle fasi di tensione, proprio quando aumentavano i rischi di incidente nello Stretto di Taiwan o nel Mar Cinese Meridionale.

La tregua commerciale riduce temporaneamente la probabilità di nuovi dazi, ma non cancella le restrizioni tecnologiche, il confronto sui semiconduttori e la competizione navale. Le dichiarazioni concilianti sono quindi un segnale politico, non la fine della rivalità strategica.

Perché conta per l’Italia: una crisi USA-Cina colpirebbe immediatamente manifattura, logistica, automotive e approvvigionamento di componenti. Un canale militare più stabile riduce il rischio di escalation, ma Roma e l’UE devono continuare a diversificare le catene critiche.

Condividi