Cosa è successo
Il 5 novembre Wellington Koo, ministro della Difesa di Taiwan, ha dichiarato che Taipei si aspetta la prosecuzione del sostegno bipartisan americano al rafforzamento delle proprie capacità difensive dopo le elezioni di metà mandato. Interpellato sulle forniture militari, ha indicato che continueranno i contatti con il Congresso e con il Pentagono. Le sue parole esprimono una valutazione politica taiwanese, non una nuova autorizzazione statunitense.
Il contesto delle forniture
Il tema si inserisce in un rapporto di cooperazione nel quale decisione politica, revisione delle pratiche e consegna dei sistemi sono passaggi diversi. Già il 6 ottobre il ministero taiwanese aveva comunicato che i dossier sulle vendite americane restavano in esame e che Taipei attendeva il completamento dell’iter. Nella stessa occasione Koo aveva distinto la produzione degli F-16 Block 70 dalle successive prove e dal trasferimento degli aerei sull’isola.
Perché conta
L’aspettativa di continuità serve a rassicurare sulla tenuta della cooperazione difensiva mentre cambia il quadro politico a Washington. Non elimina però i tempi tecnici e le scelte dell’esecutivo americano. Anche un ampio consenso parlamentare non costituisce, da solo, una data certa di consegna.
La sicurezza nello Stretto
Nel bollettino del 5 novembre il ministero della Difesa taiwanese riferisce di avere rilevato, nelle precedenti 24 ore, 21 sortite di velivoli militari cinesi, otto navi militari e otto unità ufficiali. Secondo Taipei, 19 sortite hanno oltrepassato la linea mediana o raggiunto settori della sua zona di identificazione aerea. Sono rilevazioni attribuite al ministero taiwanese: una zona di identificazione aerea non coincide con lo spazio aereo territoriale.
Cosa monitorare
Le verifiche decisive riguarderanno gli atti americani di autorizzazione e i calendari contrattuali, oltre agli sviluppi della sicurezza nello Stretto. Non è annunciato in queste dichiarazioni un nuovo pacchetto già consegnato.



