La magistratura britannica ha avviato il primo procedimento nel Regno Unito per reati collegati al genocidio del 1994 in Ruanda. L’imputato è Vincent Brown, 65 anni, in precedenza noto come Vincent Bajinya e residente da oltre vent’anni nel Paese.
I pubblici ministeri gli contestano una condotta accessoria al genocidio e sei capi relativi a omicidi qualificati come crimini contro l’umanità. Secondo l’accusa, Brown avrebbe diretto o incitato violenze a Kigali nei primi giorni del massacro.
Brown respinge le accuse e sostiene che le prove siano state costruite. La difesa afferma che il processo britannico gli offrirà la possibilità di dimostrare la propria innocenza. La vicenda dovrà quindi essere raccontata rispettando pienamente la presunzione d’innocenza.
Il procedimento mostra come i crimini internazionali possano essere perseguiti anche molti anni dopo e lontano dal luogo in cui sarebbero stati commessi.
