Due testi, nessun rinnovo

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito il 30 ottobre a rinnovare il mandato della MINURSO, la missione creata nel 1991 per sostenere il cessate il fuoco e preparare un referendum sul Sahara Occidentale. La Russia ha posto il veto a una risoluzione degli Stati Uniti. Il Consiglio ha poi respinto il testo alternativo russo: tre voti favorevoli, uno contrario e undici astensioni, quindi meno dei nove consensi necessari. Il mandato resta destinato a scadere il 31 ottobre, salvo un accordo dell’ultima ora.

La proposta americana

La proposta americana non era una semplice proroga. Avrebbe esteso la missione per un anno, ridotto il peso della componente militare e cambiato il nome eliminando il riferimento al referendum. Il testo indicava inoltre l’autonomia sotto sovranità marocchina come base centrale del negoziato. Francia e Regno Unito lo hanno sostenuto. Mosca ha giudicato l’impostazione troppo sbilanciata verso Rabat e capace di anticipare una decisione sulla sovranità del territorio.

Il fallimento del testo russo

La risoluzione russa chiedeva invece un rinnovo annuale senza modifiche sostanziali. Il suo fallimento non equivale formalmente a un veto statunitense: il progetto non ha raggiunto la maggioranza minima. Questa distinzione procedurale conta, perché il risultato nasce sia dal conflitto fra membri permanenti sia dall’assenza di un sostegno sufficiente nel resto del Consiglio.

Che cosa fa la MINURSO

La MINURSO dispone di 155 militari e, secondo il rapporto del segretario generale citato da Reuters, ha un costo previsto di 62 milioni di dollari nell’anno finanziario iniziato a giugno. Le sue funzioni di osservazione e de-escalation restano rilevanti in un territorio dove le ostilità a bassa intensità sono riprese nel 2020. Oxfam ha avvertito che la perdita della missione potrebbe aumentare i rischi per civili e rifugiati. È una valutazione dell’organizzazione, non la prova che un’escalation sia già iniziata.

Le posizioni delle parti

Il Marocco ha accolto favorevolmente il mancato rinnovo e ha affermato che personale e mezzi della missione dovrebbero lasciare il territorio nei prossimi giorni, pur ribadendo il proprio impegno al cessate il fuoco. Il Fronte Polisario, sostenuto dall’Algeria e favorevole all’indipendenza, aveva contestato l’impostazione del testo statunitense. Queste sono posizioni delle parti: il voto non risolve la disputa né attribuisce in modo definitivo la sovranità sul Sahara Occidentale.

Cosa monitorare

Per l’Italia l’impatto immediato non è quantificabile, ma la stabilità del Nord Africa riguarda sicurezza mediterranea, rapporti con Marocco e Algeria e gestione delle crisi umanitarie. Da monitorare sono una possibile proroga tecnica, le istruzioni del Segretariato ONU al personale, l’atteggiamento delle parti sul cessate il fuoco e l’eventuale trasformazione del processo politico dopo trentacinque anni di missione.

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