La presidenza ucraina riconosce un cambiamento nel pacchetto diplomatico portato a Kiev dagli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Un alto funzionario ha definito le nuove proposte più efficaci e diverse rispetto alle versioni precedenti.

Il giudizio positivo non equivale a un accordo. Nessuna delle parti ha annunciato una svolta dopo gli incontri e le questioni decisive — territori occupati, cessate il fuoco e garanzie di sicurezza — restano aperte.

Volodymyr Zelensky sostiene che soltanto un incontro tra leader possa sciogliere i nodi territoriali. Kyiv vuole evitare che decisioni irreversibili vengano definite esclusivamente da negoziatori tecnici o imposte sotto pressione militare.

Gli Stati Uniti cercano una formula capace di avvicinare le posizioni dopo i colloqui degli inviati anche a Mosca. L'Ucraina insiste sulla partecipazione europea e su garanzie credibili contro una futura ripresa delle ostilità.

Nel frattempo la guerra continua e Kyiv prepara la difesa energetica per l'inverno. Il negoziato si svolge quindi sotto la pressione del campo di battaglia e degli attacchi contro le infrastrutture.

Il cambiamento di tono è un segnale utile, ma la sostanza si misurerà su impegni verificabili. Senza un accordo su sicurezza e territorio, il dialogo resterà un processo aperto più che una pace imminente.

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