La versione del comando cinese

Il Comando del teatro meridionale cinese ha dichiarato il 20 ottobre di avere inviato forze per seguire e monitorare USS Charleston nelle acque vicine a Sabina Shoal, nelle Spratly. Pechino definisce il passaggio un’ingerenza illegale compiuta senza autorizzazione cinese. Al momento della notizia la Marina statunitense non aveva commentato, perciò natura e rotta precisa dell’operazione non sono state confermate da Washington.

La replica delle Filippine

Le Filippine contestano la versione cinese. Un portavoce militare di Manila ha affermato che la nave statunitense non è entrata in territorio cinese e che nessuno Stato può imporre un’autorizzazione preventiva per un transito legittimo in acque internazionali. Sabina Shoal è rivendicata sia da Pechino sia da Manila; a settembre, nella stessa area, una nave della Guardia costiera cinese aveva urtato un’unità filippina impegnata in un rifornimento, con responsabilità attribuite in modo opposto dalle due parti.

Lo stallo separato alle Pratas

Nelle stesse ore Taiwan ha riferito un episodio separato presso le isole Pratas, controllate da Taipei e situate tra Taiwan meridionale e Hong Kong. Secondo la Guardia costiera taiwanese, una nave cinese è entrata nelle acque ristrette dell’arcipelago e l’unità Taichung è stata inviata per intimarle di allontanarsi. Le due navi si sono scambiate messaggi radio contrapposti sulla sovranità; Pechino non aveva fornito una risposta immediata.

Il rischio di incidente

La coincidenza dei due episodi mostra una pressione marittima distribuita lungo il Mar Cinese meridionale, ma non prova che le operazioni facciano parte di un’unica azione coordinata. Non sono stati riferiti colpi, collisioni o feriti. Il rischio strategico nasce dalla frequenza degli incontri ravvicinati e dalla possibilità che una contestazione amministrativa o navale diventi incidente militare, coinvolgendo Stati Uniti e alleati regionali.

Perché conta per l’Italia

Per l’Italia il collegamento è economico e multilaterale: la rotta sostiene una parte rilevante del commercio tra Europa e Asia, mentre Roma difende libertà di navigazione e diritto internazionale insieme ai partner UE e G7. Non risultano unità italiane coinvolte. Da monitorare: la versione ufficiale della Marina USA, eventuali immagini o coordinate, la durata dello stallo alle Pratas, i nuovi pattugliamenti cinesi e la risposta filippina.

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