La decisione e la data di avvio
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il 23 ottobre una proclamazione che modifica il perimetro dei dazi su alcuni prodotti canadesi previsti dalla Section 338. Le variazioni entreranno in vigore il 30 ottobre. Il provvedimento toglie alcune merci dall’elenco e ne aggiunge altre: è una revisione selettiva delle misure, non la cancellazione della controversia commerciale fra Washington e Ottawa.
I prodotti interessati
La Casa Bianca elenca fra le esclusioni pannelli di compensato, alcuni prodotti di carta, determinati macchinari e apparecchiature di refrigerazione, casse e contenitori per imballaggio. Fra le nuove inclusioni figurano alcune valvole, tappeti e prodotti di scarto. Per i beni che restano coperti, l’amministrazione precisa che la misura opera anche quando rispettano i criteri di origine dell’accordo nordamericano USMCA e si aggiunge ai dazi della Section 232. L’effetto su ogni spedizione dipende quindi dal prodotto e dalla voce doganale.
Le richieste del Maine
La senatrice repubblicana Susan Collins ha annunciato esenzioni per nove categorie importanti per le attività agricole del Maine. Fra queste vi sono contenitori, imballaggi, macchinari per selezione e confezionamento e apparecchiature di refrigerazione. La motivazione economica illustrata dalla senatrice è la dipendenza delle imprese locali da forniture canadesi difficili o costose da sostituire. CityNews riporta che il governo canadese sta valutando le nuove misure e mantiene la disponibilità a un rapporto commerciale reciprocamente vantaggioso.
Filiere e relazioni internazionali
La revisione mostra come una barriera commerciale possa colpire anche gli utilizzatori industriali del Paese che la impone. Le esenzioni riducono alcune pressioni su filiere specifiche, mentre le nuove inclusioni trasferiscono l’onere su altri beni. Per gli operatori italiani con attività in Nord America la conseguenza è soprattutto la necessità di distinguere origine, classificazione e destinazione delle merci: l’annuncio non modifica automaticamente il trattamento dei prodotti italiani. Politicamente resta da capire se le correzioni apriranno spazio a un negoziato più ampio o resteranno interventi settoriali.



