Durante la visita riservata a Mosca, il direttore della CIA John Ratcliffe avrebbe proposto un vertice trilaterale tra Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. L’indiscrezione, riferita da Axios sulla base di fonti informate, descrive un tentativo americano di riaprire il livello politico più alto del negoziato.

Il Cremlino ha ridotto le aspettative. Dmitry Peskov ha affermato che un incontro tra i tre leader avrebbe senso soltanto per formalizzare intese già raggiunte, non per negoziarle da zero. Ratcliffe non ha incontrato Putin, ma il presidente russo sarebbe stato informato dei colloqui tra i servizi di intelligence.

Sul terreno la dinamica resta opposta a quella della de-escalation. Nuovi attacchi russi hanno interessato Kiev e la regione circostante, colpendo anche magazzini e infrastrutture civili. Il danneggiamento ripetuto dei centri logistici alimenta timori per la distribuzione di alimenti e altri beni essenziali.

L’Ucraina continua nello stesso tempo la campagna in profondità contro il sistema energetico e militare russo, rivendicando operazioni contro raffinerie e installazioni aeree. Mosca punta a degradare la resilienza economica ucraina; Kiev cerca di ridurre carburante, logistica e capacità di lancio della Russia.

Nel distretto di Bucha il bilancio dell’attacco al deposito di Myla è salito a 38 morti secondo le autorità ucraine. La diplomazia della CIA e la violenza sul campo procedono quindi in parallelo: ciascuna parte vuole arrivare a un eventuale tavolo senza rinunciare alla pressione militare.

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