Il governo laburista australiano ha presentato una proposta che obbligherebbe piattaforme social, motori di ricerca e servizi digitali a permettere agli utenti di scegliere un feed non governato da algoritmi di raccomandazione.
Il testo introduce un dovere di tutela dell'ambiente online, impone valutazioni annuali dei rischi e prevede protezioni rafforzate per i minori. Le aziende che violassero gli obblighi potrebbero ricevere sanzioni superiori a 100 milioni di dollari australiani.
La Casa Bianca ha annunciato che solleverà la questione con Canberra, richiamando l'opposizione di Donald Trump a tasse digitali e multe contro le grandi imprese tecnologiche americane. Il primo ministro Anthony Albanese ha replicato che l'Australia decide le proprie politiche nell'interesse nazionale.
Lo scontro riguarda il controllo dell'attenzione online e la portata extraterritoriale delle regole nazionali. Se approvata, la legge potrebbe diventare un precedente internazionale, ma la sua applicazione dipenderà dalla definizione dei contenuti dannosi e dalla capacità di verificare come funzionano realmente i sistemi di raccomandazione.
