Donald Trump ha minacciato di impedire a Bombardier di vendere aerei negli Stati Uniti se l'azienda canadese non trasferirà la produzione sul territorio americano. La dichiarazione arriva nel pieno di una nuova escalation commerciale tra Washington e Ottawa.

Il presidente non ha spiegato quale strumento giuridico utilizzerebbe contro velivoli già certificati dalla Federal Aviation Administration. Analisti del settore sottolineano inoltre che la catena produttiva di Bombardier è profondamente integrata con quella statunitense.

La società di Montreal collabora con circa 2.800 fornitori americani, spende miliardi di dollari ogni anno negli Stati Uniti e possiede attività in Kansas. Componenti essenziali dei suoi jet vengono prodotti anche in Texas e California.

La minaccia è arrivata poche ore prima dell'entrata in vigore di dazi canadesi su circa 20 miliardi di dollari di merci statunitensi, risposta alle tariffe imposte da Washington su prodotti del Canada.

L'aviazione è finora rimasta relativamente protetta dalla guerra commerciale grazie all'elevata integrazione nordamericana. Un blocco colpirebbe clienti, manutenzione, fornitori e occupazione su entrambi i lati del confine.

Lo scontro mostra il limite del reshoring imposto per decreto: costringere un'impresa a produrre negli USA può sembrare una vittoria politica, ma rischia di danneggiare proprio la rete industriale americana che già sostiene quella produzione.

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