La Cina ha pubblicato il 28 settembre l’elenco dei prodotti agricoli statunitensi che beneficeranno della nuova riduzione dei dazi concordata dopo il vertice tra Xi Jinping e Donald Trump. Il provvedimento comprende mais, grano, sorgo, carne, latticini, oli vegetali e farine, ma lascia fuori la soia.
L’esclusione è politicamente significativa. La soia rappresenta una delle principali voci dell’export agricolo americano verso la Cina e coinvolge Stati decisivi per gli equilibri interni degli Stati Uniti. Mantenere un dazio aggiuntivo del 10% consente quindi a Pechino di offrire una distensione concreta senza rinunciare a una delle leve più efficaci sul governo americano.
Il nuovo quadro rientra in un accordo più ampio. Stati Uniti e Cina hanno previsto una possibile riduzione reciproca delle tariffe su circa 30 miliardi di dollari di prodotti per parte, insieme alla creazione di un consiglio commerciale bilaterale e di un gruppo di lavoro sull’agricoltura. La tregua commerciale è stata inoltre prorogata fino al 10 gennaio 2027.
Oltre il 90% dei prodotti inseriti nell’elenco dovrebbe tornare progressivamente al trattamento di nazione più favorita dopo il completamento delle procedure interne. L’obiettivo è ridurre una parte delle frizioni più immediate e creare un contesto più prevedibile per imprese, importatori e investitori.
La scelta cinese mostra però che la tregua non equivale a una normalizzazione. I dossier più sensibili restano separati: semiconduttori avanzati, controlli sulle esportazioni, intelligenza artificiale, terre rare e Taiwan non sono stati risolti. Pechino e Washington stanno costruendo un sistema di gestione della competizione, non un ritorno alla cooperazione economica precedente.
Per l’Italia e per l’Unione Europea, una riduzione della tensione tariffaria limita il rischio di nuove interruzioni nelle catene globali e di deviazioni aggressive delle esportazioni cinesi verso il mercato europeo. Restano tuttavia possibili effetti indiretti su macchinari, componentistica, automotive, elettronica e trasporto marittimo.
La soia sarà il test politico più visibile. Se verrà inclusa in un secondo momento, significherà che il negoziato sta avanzando. Se resterà esclusa, Pechino avrà conservato uno strumento di pressione pronto per essere utilizzato nelle prossime dispute.



