La Cina ha aggiunto due sostanze chimiche ai controlli sulle esportazioni dirette negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Le aziende dovranno ottenere autorizzazioni più rigorose per vendere prodotti che possono essere impiegati nella produzione di droghe sintetiche.
La lista dedicata ai tre Paesi comprende ora 18 precursori. Washington considera il contrasto alle filiere del fentanyl una priorità di sicurezza nazionale e chiede da tempo un maggiore intervento cinese.
Pechino presenta la misura come cooperazione antidroga, ma respinge le accuse di responsabilità sistemica e collega il problema anche alla domanda e alla distribuzione interne agli Stati Uniti.
Il dossier resta intrecciato con dazi, commercio e competizione strategica: progressi tecnici possono quindi essere usati come leva nei rapporti bilaterali.
