Donald Trump ha dichiarato che il petrolio previsto dall’accordo con il Venezuela verrà impiegato per ricostituire la Strategic Petroleum Reserve degli Stati Uniti, scesa vicino ai minimi degli ultimi decenni.

La scelta combina sicurezza energetica e geopolitica. Washington punta ad aumentare le scorte pubbliche e, nello stesso tempo, a riportare sotto influenza americana una parte più ampia delle esportazioni venezuelane.

Caracas descrive l’intesa come un accordo di lungo periodo collegato a enormi riserve nel sottosuolo. Ma riserve geologiche, capacità produttiva e barili effettivamente disponibili sono grandezze differenti: infrastrutture, qualità del greggio e investimenti determineranno il risultato reale.

Anche il prezzo indicato per il petrolio destinato agli Stati Uniti sarà decisivo per valutare chi sostiene il costo dell’operazione. Finché non saranno pubblicati testi e meccanismi contrattuali, le cifre annunciate vanno considerate obiettivi politici più che volumi garantiti.

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