La Libia torna al centro dell’agenda diplomatica italiana durante la settimana di alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il 25 settembre la sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi ha partecipato, su delega del ministro Antonio Tajani, all’incontro International Support for Peace, Unity, and Prosperity in Libya.
La riunione è stata presieduta da Massad Boulos, consigliere del presidente statunitense per gli affari arabi e africani, e dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Al tavolo era presente anche Hanna Tetteh, rappresentante speciale del segretario generale dell’ONU per la Libia.
L’obiettivo dichiarato era rafforzare il coordinamento internazionale sul percorso verso l’unificazione delle istituzioni libiche, la stabilità del Paese e lo svolgimento di elezioni. Tripodi ha collegato il sostegno italiano all’iniziativa americana con il lavoro dell’ONU e con la roadmap della missione UNSMIL.
Il comunicato non annuncia un calendario elettorale né un’intesa definitiva tra le parti. La verifica decisiva riguarderà la capacità dei diversi formati internazionali di convergere su un unico processo e di evitare nuove sovrapposizioni.
Perché conta per l’Italia: la stabilità libica incide direttamente su sicurezza del Mediterraneo centrale, flussi migratori, forniture energetiche e presenza economica italiana. Un percorso istituzionale credibile ridurrebbe il rischio di nuove fratture militari.
