La Siria non è più nell’elenco statunitense degli Stati sponsor del terrorismo. La revoca è diventata formale al termine del periodo obbligatorio di notifica e revisione congressuale di 45 giorni, chiudendo una designazione in vigore dal 1979.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha collegato la decisione alle azioni e agli impegni assunti dal governo del presidente Ahmed al-Sharaa per prendere le distanze dal terrorismo internazionale. Damasco ha presentato il passaggio come una svolta storica nel ritorno del Paese alla normalità diplomatica.
L’effetto più rilevante riguarda economia e ricostruzione. La rimozione riduce un grande ostacolo per banche, investitori e partner internazionali, pur lasciando in vigore misure mirate contro ex esponenti del regime, gruppi jihadisti, trafficanti e responsabili di violazioni.
La scelta americana è quindi una scommessa condizionata: offrire incentivi al nuovo potere siriano in cambio di cooperazione antiterrorismo e stabilità regionale. La credibilità dell’apertura dipenderà ora dal comportamento di Damasco, non soltanto dalle dichiarazioni formali.
