Il segretario dell’Aeronautica statunitense Troy Meink ha riconosciuto che Washington ha collocato in orbita un sistema d’arma. La capacità è stata descritta come uno strumento destinato a proteggere le forze americane, ma non sono stati forniti dettagli tecnici né indicazioni sulla data del dispiegamento.

L’ammissione rompe parzialmente l’ambiguità che circonda i programmi spaziali militari. Satelliti per comunicazioni, navigazione e sorveglianza sono già essenziali alle operazioni moderne e sono quindi diventati obiettivi strategici.

La distinzione tra strumenti difensivi e offensivi nello spazio è difficile da verificare. Tecnologie capaci di ispezionare, disturbare o proteggere un satellite possono essere interpretate da un avversario come preparazione a un attacco.

La trasparenza limitata aumenta il rischio di una corsa agli armamenti tra Stati Uniti, Cina e Russia. Senza regole condivise, ogni nuovo dispiegamento può accelerare contromisure e sistemi ridondanti.

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