Dan Driscoll ha presentato le dimissioni da segretario dell’Esercito degli Stati Uniti dopo circa diciotto mesi. La Casa Bianca non ha indicato una ragione ufficiale, pur definendolo un dirigente altamente efficace.

Le ricostruzioni della stampa americana collegano la decisione a mesi di tensione con il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Driscoll avrebbe incontrato ostacoli ai suoi programmi di modernizzazione e contestato il clima creato dalla rimozione di numerosi ufficiali superiori.

La partenza segue le dimissioni del segretario della Marina John Phelan e una lunga serie di avvicendamenti ai vertici. Il problema non è soltanto personale: riguarda la stabilità della catena civile di comando mentre gli Stati Uniti sostengono operazioni simultanee in più teatri.

La scelta del successore mostrerà se la Casa Bianca intende riequilibrare il Pentagono o rafforzare ulteriormente il controllo di Hegseth. Nel frattempo, l’Esercito perde uno dei principali promotori dell’adattamento tecnologico e della riforma degli acquisti.

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