La decisione annunciata da Tripoli

Il ministero dei Trasporti del Governo di unità nazionale libico ha annunciato il 26 ottobre che sono state rimosse le restrizioni e le avvertenze ICAO sull'uso dello spazio aereo della Libia, introdotte durante la guerra civile. Secondo il ministero, il provvedimento è stato formalmente emesso il 23 ottobre ed è stato comunicato dal segretario generale dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile, Juan Carlos Salazar, durante una riunione dei responsabili dell'aviazione civile del Medio Oriente a Doha.

Che cosa cambia e che cosa no

L'annuncio arriva da Tripoli e deve essere letto con precisione. La rimozione di un'avvertenza sullo spazio aereo non equivale automaticamente al ritorno di tutte le compagnie, alla riapertura di ogni aeroporto o alla cancellazione delle restrizioni europee applicabili ai vettori libici. Il ministero ha affermato che la decisione sarà trasmessa ai 193 Stati membri dell'ICAO per l'attuazione: autorità nazionali e operatori dovranno quindi aggiornare le proprie valutazioni di rischio e le procedure operative.

Il boom di permessi dichiarato

In un secondo comunicato, il ministero ha parlato di una domanda senza precedenti di permessi di sorvolo. Ha indicato 61.968 autorizzazioni mensili registrate per la stagione invernale 2026-2027, con effetto da novembre, rispetto a una media di circa 2.000 transiti al mese nella stagione precedente. La dimensione del salto è una cifra fornita dall'esecutivo libico e andrà verificata sui movimenti effettivi, ma segnala l'ambizione di riportare il Paese sulle rotte tra Europa, Africa e Medio Oriente.

Un settore ancora fragile

Il settore parte da una base fragile. I combattimenti del 2014 danneggiarono fino a venti aeromobili all'aeroporto internazionale di Tripoli e la frammentazione politica ha pesato per anni sulla sicurezza e sulla certificazione. Nel 2026 l'ICAO ha svolto una missione di assistenza tecnica presso l'autorità libica per valutare lacune, procedure e capacità. La decisione annunciata ora indica un miglioramento del quadro, ma non elimina da sola i rischi collegati alla presenza di più centri di potere e sistemi di difesa aerea non pienamente integrati.

L'interesse per l'Italia

Per l'Italia la novità è concreta ma non immediata. I voli commerciali tra Tripoli e Roma erano già ripresi nel 2023 dopo dieci anni di stop; un maggiore uso dello spazio aereo libico può accorciare alcune rotte mediterranee, aumentare i collegamenti e generare nuove entrate per Tripoli. Non è però ancora possibile quantificare benefici per compagnie, aeroporti o passeggeri italiani finché non saranno pubblicati i nuovi piani di volo e le decisioni dei regolatori.

Cosa monitorare

Da monitorare sono la circolare ICAO e il modo in cui verrà recepita, l'eventuale aggiornamento degli avvisi EASA, le scelte delle compagnie internazionali e i dati reali dei sorvoli da novembre. Solo questi elementi permetteranno di capire se l'annuncio si tradurrà in una normalizzazione stabile o resterà un'apertura soprattutto amministrativa.

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